Farnese – “Tornare alla Selva del Lamone per me è un po’ come rimettere piede sul ‘luogo del delitto’ (narrativo chiaramente…) da cui tutto ebbe inizio. Un posto del cuore legato alle mie origini familiari. Un luogo straordinario che ha un carisma tutto suo e che ospita una fauna e una flora interessantissime”. Il narratore di comunità Antonello Ricci dà appuntamento così all’escursione in calendario domenica 30 agosto nella riserva naturale regionale Selva del Lamone con partenza alle 9 dalla piazza Umberto I di Farnese.
La foresta della Selva del Lamone
“La selva dei sentieri, la selva dei pensieri” questo il titolo dell’iniziativa che celebra un grande traguardo, anzi due: i 25 anni dall’istituzione della riserva stessa e i 20 delle passeggiate-racconto organizzate in giro per la Tuscia da Antonello Ricci.
Antonello Ricci, come si svolgerà la passeggiata-racconto nella Selva del Lamone del 30 agosto?
“Percorreremo una mulattiera ad anello di circa 4/5 chilometri per arrivare alla Rosa Crepante, uno spettacolare anfiteatro lavico formato da grossi macigni di pietra grigia. Una sorta di “colosseo naturale” che si è creato probabilmente da un’esplosione generata dall’incontro di lava incandescente con un acquitrinio. Qui, circondati dalla meravigliosa foresta della Selva del Lamone, racconteremo storie, leggende, curiosità e leggeremo passi di letteratura evocativa. Al termine del percorso ci si saluterà non prima di aver gustato un “aperitivo rustico” a base di formaggio e ottimo vino”.

La Rosa Crepante della Selva del Lamone
Com’è la Selva del Lamone? Prova a descriverla a chi non c’è mai stato. E, poi, cosa rappresenta per te quel luogo?
“La Selva del Lamone è un posto magico, con un carisma tutto suo, intenso e coinvolgente. E’ un bosco così fitto e così pieno di sentieri nascosti che fin troppe volte chi non lo conosce abbastanza e ci si avventura rischia di perdercisi dentro. Racchiude una fauna e una flora molto interessanti oltre che splendidi da ammirare. Ma non aspettatevi un paesaggio di natura incontaminata, perché la Selva del Lamone è stata, invece, fortemente antropizzata già dall’epoca etrusca, fino agli anni ’50 e 60 del ‘900 e quindi la commistione di paesaggio naturale. Quanto a me, la Selva del Lamone per me è un luogo delle origini personale perché mia madre è di quella zona, di Ischia di Castro, e poi perché lì, 20 anni fa, tutto ebbe inizio…”.
Antonello Ricci
Parli delle passeggiate-racconto? Sono “solo” 20 anni che giri in lungo e in largo la Tuscia narrando leggende, aneddoti e storie di vita vissuta…
“Ebbene sì, sono “solo” 20 anni. E le prime passeggiate le abbiamo organizzate proprio lì, nella Selva del Lamone, insieme al maestro Ireneo Melaragni, artista visivo a tuttotondo che mi ha accompagnato nella costruzione di questo format narrativo: passeggiare mentre si raccontano i territori, accompagnare le persone nei luoghi citando e spiegandoli anche attraverso la letteratura”.
E proprio questo è quello che farai, ancora una volta, il 30 agosto nella Selva del Lamone. Chi ci sarà con te?
“Io racconterò il mito della selva nella letteratura: da un paio di novelle del Decameron di Boccaccio al I e al XII canto dell’Inferno dantesco. E poi la selva come labirinto in cui si perde l’Angelica di Ariosto, la selva nel XIII canto della Gerusalemme liberata di Tasso, la selva come metafora della vita. Insieme a me, che rappresento le “Comunità narranti”, ci saranno Giovanni Antonio Baragliu e Caterina Pisu. Il primo, un vero genius loci, personaggio straordinario che conosce la Selva del Lamone come le sue tasche e riconosce la presenza degli animali solo fiutandone l’odore. La seconda, bravissima e preparatissima direttrice del museo civico archeologico di Farnese intitolato a Rittatore Vonwiller”.
Antonio Baragliu
Torniamo un attimo a te. Cosa significano questi primi venti anni di passeggiate-racconto per Antonello Ricci? Sei cresciuto e maturato insieme alle passeggiate stesse. Ora cosa vedi nel tuo futuro?
“Raccontare il territorio in questo modo mi dà ancora, sempre, tantissime emozioni. E’ la mia passione, qualcosa per cui sono nato e portato. Ora però sento che è arrivato il momento di fare un passo indietro. Non nel senso di smettere, ma ho il desiderio di mettermi in cabina di regia, di coordinare, di guidare dalle quinte questo tipo di progetti. E’ per questo, ad esempio, che è nato il master di Narratori di comunità dell’Unitus. Perché sento forte anche il bisogno di trasmettere questa passione, questa “tecnica”, per insegnare a narrare i territori e i paesaggi”.
Caterina Pisu
Domenica 30 agosto sarete dunque ospiti del sindaco di Farnese. Anche lui tiene molto all’iniziativa…
“Il sindaco di Farnese Giuseppe Ciucci è ben consapevole di quanto la Selva del Lamone sia un vero e proprio fiore all’occhiello per il suo paese, ma anche per tutta la Tuscia. La riserva naturale compie 25 anni, un traguardo molto importante anche perché si tratta davvero di un esempio virtuoso di cura e di valorizzazione del territorio. Giuseppe Ciucci sarà un ottimo padrone di casa”.
Giuseppe Ciucci
Last but non least… qualche informazione pratica per chi vorrà partecipare alla passeggiata-racconto. Come ci si deve vestire e come vi siete organizzati per rispettare le normative anti-Covid?
“Per quanto riguarda l’abbigliamento consigliamo quello tipico da trekking, una bottiglia d’acqua e magari una maglia a manica lunga da usare all’occorrenza. Il livello di difficoltà, seppur attraverseremo una mulattiera molto sassosa, è quello turistico, quindi molto accessibile. Indispensabile portarsi dietro la mascherina che sarà indossata quando necessario, anche se avremo in ogni caso molta cura del distanziamento sociale. Per tutte le altre informazioni e per le prenotazioni si possono contattare i numeri 0761/458159 e 0761/458861 o gli indirizzi mail info@visitfarnese.it e lamone2005@libero.com”.
Francesca Buzzi
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