Viterbo – Poggio Giudio… boh che fine ha fatto! Eppure c’è, ed è una necropoli etrusca del IV secolo a.C. che a Viterbo sta poco fuori porta Faul. Uno dei grandi siti etruschi della città dei papi assieme a Castel d’Asso e Norchia. A circa 300 metri dalle mura e dal principale accesso alla città, da cui passano pulmann e turisti. Che se la necropoli fosse stata tenuta degnamente dall’amministrazione provinciale avrebbe probabilmente rappresentato un’attrattiva non da poco per chi viene a visitare Viterbo.
Viterbo – Poggio Giudio
La necropoli, invece, è inaccessibile. Inspiegabilmente oppure perché anch’essa, tra le altre possibili cause, è impraticabile. E forse completamente sommersa dalla vegetazione. Come sembrerebbe intuire dalla strada e da google Earth. Resta il fatto che sta lì, e quasi tutti se ne sono dimenticati. A partire da amministrazioni e istituzioni. Non produce niente e giorno dopo giorno va in malora. Poggio Giudio addio? Addio a questa parte dei etruschi nel viterbese e anche a quello che sembrerebbe essere stato l’ultimo insediamento ebraico a Viterbo. La sola testimonianza della presenza ebraica proviene proprio da queste parti. Un’epigrafe funebre conservata al museo civico di piazza Crispi.
Viterbo – Una tomba etrusca di Poggio Giudio (foto di repertorio)
Qualche anno fa, nel 2015, se ne occupò anche Tusciaweb, raccontandone lo stato di abbandono. Qualche mese dopo la provincia di Viterbo intervenne e ripulì tutto. Poi, poco più niente, a parte, nel 2018, un intervento di Massimo Erbetti, all’epoca candidato sindaco a Viterbo.
Viterbo – La zona di Poggio Giudio
Le sepolture a Poggio sono circa una ventina. Due le tombe monumentali cui era possibile accedere anche nel 2015: la tomba “Crescini” e quella “del Portale”. “La prima – spiega in un studio di qualche anno fa l’archeologo Pasquale Marino – presenta uno spazio quadrangolare che riproduce una camera scavata a una profondità di oltre 11 metri. Al suo interno una copertura simile al tetto di un’abitazione a testimonianza dell’identificazione concettuale del luogo di sepoltura del defunto come ‘dimora’ del tutto simile a quella che aveva utilizzato in vita. A circa tre quarti dall’inizio del corridoio d’ingresso si apre verso l’alto un pozzo alto 11 metri che conduce perpendicolarmente alla cima della collina. Al suo interno si conservano una decina di sarcofagi”.
Viterbo – Una tomba etrusca di Poggio Giudio (foto di repertorio)
Pasquale Marino è un archeologo che per anni si è battuto per rendere agibile e accessibile a tutti il sito di Poggio Giudio. Da solo ha sistemato la parte sottostante la necropoli, valorizzando quelle che una volta fornaci, risalenti al XVIII secolo. In completa solitudine, nonostante l’idea di fare di quella zona un parco.
Viterbo – Le fornaci settecentesche di Poggio Giudio
“La tomba del Portale si caratterizza invece – prosegue Marino – per una porta quadrangolare decorata con elementi in rilievo riproducenti un ‘sistema di sostegno trilitico’. Notevole il soffitto che raffigura un tetto ligneo a doppio spiovente con travatura centrale posta nel senso dell’ingresso”.
Daniele Camilli
Fotogallery: La necropoli di Poggio Giudio oggi
Articoli: Il reportage di Tusciaweb del 2015 – Le pulizie della provincia qualche mese dopo
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