Viterbo – “Grazie Signore per padre Mario, accoglilo come servo buono nel tuo regno. Grazie Signore per il suo servizio e per il suo impegno pastorale. Grazie Signore per la sua testimonianza, sempre positiva e disponibile anche al di là delle proprie forze. Grazie Signore per questa presenza”. E’ il funerale di padre Mario Mattei, priore dell’ordine degli agostiniani di Viterbo, e a celebrare la messa è il vescovo Lino Fumagalli.
La chiesa è invece quella della Trinità, a Viterbo, a pochi passi da San Faustino e dalle case popolari che si affacciano sul Sacrario e Valle Faul, proprio di fronte al colle del duomo dove ha sede la curia. A ovest, fuori porta, le campagne che portano al mare e in Maremma.
Viterbo – I funerali di padre Mario Mattei
Padre Mario Mattei era nato a Secchiano di Novafeltria, in provincia di Rimini, nel 1947, e ha svolto il suo ministero, soprattutto educativo, a Recanati (1977), Ancona (1985), Bologna (1993) e in Vaticano, dove è stato sagrestano del Papa dal 2003 al 2008. Infine, alla Trinità.
Il funerale di un prete porta con sé un elemento in più rispetto a un altro funerale. Un sacerdote ne seppellisce un altro. Semplice, ma altrettanto complesso. Perché è, tra le altre, in queste occasioni che la Chiesa mostra sé stessa tornando ad essere la comunità evangelica degli inizi. Con il vescovo che si fa prete e diventa al tempo stesso primus inter pares e collante tra due realtà che caratterizzano la vita e il quotidiano di chi ha fatto la scelta di prendere i voti. Un’unica e sola Chiesa, con due percorsi sacerdotali al suo interno. Uno per i diocesani, l’altro per i religiosi. I primi devono obbedienza al vescovo. I secondi, che fanno appunto parte di un ordine religioso, al padre provinciale. Il rapporto di questi ultimi con il vescovo è di profondo rispetto.
Diocesani e religiosi, due strade lungo la stessa via. Tuttavia, come ha ricordato Fumagalli parlando di padre Mario, un solo “pellegrinaggio in cui ciascuno di noi è chiamato ad essere costruttore di bene, quasi anticipando la comunità dei Santi. E per un sacerdote pellegrinaggio significa essere presenza di Cristo pastore e invito costante ai valori del cristianesimo”.
Padre Mario era un agostiniano, e come tale un intellettuale organico alla Chiesa. Un ordine, quello degli agostiniani, sempre dietro le quinte. Ma le quinte, sono loro. Lontani dai riflettori, lavorano costantemente all’interno dei loro conventi per tenere viva la cultura cristiana e cattolica e i percorsi che l’hanno contraddistinta, in continuo confronto dialettico con il presente. Coscienti di quanto scriveva il loro fondatore, Sant’Agostino, secoli fa. Che il presente è visione. Il passato, memoria, e il futuro, attesa. L’amore per il prossimo, e qualsiasi altra forma di amore, dove memoria, attesa e visione sono determinanti. E piace pensare che la chiesa dove è stato celebrato il funerale di padre Mario sia dedicata non alla Trinità, intesa come mistero di Dio, ma ai libri della Trinità che Sant’Agostino, come lui stesso scrive nel prologo, ha “cominciato da giovane e pubblicati da vecchio”. Tra il 399 e il 419 d.C.
Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli
“Ringraziamo il Signore – ha proseguito Fumagalli – ma veramente – facendo anche quest’inciso – per la presenza di padre Mario sia come parroco della parrocchia della Trinità, sia come priore della comunità agostiniana. Sia come insegnante nella scuola del Paradiso, come confessore e come persona sempre disponibile. Se chiudiamo gli occhi e pensiamo a padre Mario vediamo una persona serena”.
Viterbo – Padre Mario Mattei
Una persona speciale e amata da tutti. In chiesa le persone erano tante. C’erano anche l’ex sindaco Leonardo Michelini e l’ex assessore alla cultura Antonio Delli Iaconi. Diverse persone stavano sentendo messa anche nel chiostro dove, alle pareti, è raccontata la vita del Santo che ha dato vita all’ordine. Difficile da trovare così ben conservata come è a Viterbo. In un convento tra i più antichi dell’ordine dove c’è un giardino meraviglioso e un archivio dove è conservata la bibbia originale di San Bonaventura da Bagnoregio.
Viterbo – I funerali di padre Mario Mattei
Gli agostiniani a Viterbo sono una comunità molto unita. Fraterna, dove i legami che nascono all’inizio restano forti per tutta una vita. Aspetto che caratterizza anche altre comunità di religiosi, come i giuseppini e i francescani. Detentori inoltre di patrimoni incredibili. Ad esempio l’istituto teologico, dove tutti i sacerdoti si formano, sia diocesani che religiosi. A partire dal convento dei cappuccini dove si svolgono le lezioni di filosofia. Oppure, oltre all’archivio storico degli agostiniani, la biblioteca dei giuseppini a porta San Pietro, ricchissima, e un piccolo museo, sempre degli stessi, con oggetti provenienti da tutte le loro missioni sparse per il mondo.
Viterbo – Padre Giustino Casciano
Padre Mario, che da tempo era malato di cuore, faceva parte di un mondo complesso e variegato dove il problema della drastica assenza di vocazioni, provenienti soprattutto dal territorio, è diventato più che un pericolo. Al punto che il padre provinciale degli agostiniani, Giustino Casciano, intervenendo alla fine del funerale, ha chiesto a padre Mario di intercedere presso Gesù appena arriva di fronte a lui. “E’ la grazia che ti chiediamo – ha detto padre Casciano – al tuo ingresso in cielo”. Consapevole, padre Giustino, che un prete non è come un papa. Se ne muore uno, non se ne fa subito un altro.
Viterbo – I funerali di padre Mario Mattei
Nella diocesi di Viterbo i sacerdoti sono circa 150, su un territorio che conta più di 230 chiese, 35 comuni e oltre 200 mila persone. Una novantina di preti dipendono direttamente dal vescovo, una cinquantina appartengono invece agli ordini religiosi. L’età media dei sacerdoti della diocesi di Viterbo si aggira poi attorno ai 55-60 anni. Le suore sono infine 130, quelle di clausura 160.
Poche persone che, fra l’altro, devono gestire e custodire 11.880 beni storici e artistici, 64.649 beni librari e 166 beni archivistici. Sostanzialmente senza una lira da parte dello stato, potendo contare solo sulle donazioni volontarie. L’8 per mille.
Persone, i sacerdoti, che prima di diventare preti fanno un lungo percorso che inizia dopo i vent’anni. Anche di studi, con la triennale in filosofia e la specialistica in teologia. Un cammino lungo e complesso. Lontano dalle famiglie e dagli affetti che avevano conosciuto prima. Un pellegrinaggio, appunto. Affatto semplice.
Viterbo – I funerali di padre Mario Mattei
“Padre Mario – ha ricordato Lino Fumagalli – ha svolto il suo ruolo di cappellano a Villa Rosa e cappellano della comunità fino all’ultimo. Sempre sorridente. Nella convinzione di un servizio generoso e gentile. E’ stato inoltre archivista. Aveva preparato una storia della Madonna liberatrice raccogliendo con pazienza tutti i documenti che sono stati prodotti nell’arco di settecento anni. E si dava sempre da fare per l’oratorio”.
Viterbo – I funerali di padre Mario Mattei
Padre Mario Mattei era infine una persona simpatica che voleva sinceramente bene alle nuove generazioni. C’è chi ricorda da studente una visita fatta in dieci alla cappella Sistina a Roma, tutti strappati a terra a pancia in su. Con padre Mario, e il suo accento romagnolo, in mezzo agli altri. Oppure di una cena in convento in cui raccontava agli altri frati gli scherzi che si facevano in convento quand’erano più giovani. Un applauso, poi, a fine messa. Insolito e meritato. Con padre Mario portato fuori dalla chiesa, a spalla, dai suoi fratelli.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: I funerali di padre Mario Mattei – Video: Il saluto degli agostiniani – Il ricordo del vescovo Lino Fumagalli
Articoli: E’ morto padre Mario Mattei
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