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Ronciglione - Denunciato il genero, marito e moglie fanno appello ai servizi sociali - Sul posto carabinieri e 118 - La donna portata a Belcolle in ambulanza

Caccia di casa la suocera a bastonate – La vittima: “Siamo in mezzo a una strada”

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Carabinieri e 118

Carabinieri e 118

Ronciglione – (sil.co.) – Caccia di casa la suocera a bastonate, genero denunciato per lesioni personali.

E’ successo a Ronciglione alla vigilia di ferragosto. “Io e mio marito siamo in mezzo a una strada”, dice la vittima. Costretti ad abbandonare l’abitazione in cui stavano con la figlia, il genero e il nipotino, adesso vivono separati. “Ci serve un tetto per riunire la famiglia”, dicono tramite Tusciaweb, spiegando di essere ancora sotto shock e di sentirsi abbandonati. Non si sono potuti riprendere nemmeno il cane e il gatto: “Non sapremmo dove metterli”. 

Era la mattina di domenica 9 agosto. L’aggressore si sarebbe prima denudato facendo gesti osceni nei confronti della suocera, poi l’avrebbe colpita ripetutamente con un manico di scopa, su tutto il corpo e anche alla testa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Ronciglione, chiamati dalla figlia. A distanza di due settimane le vittime fanno appello ai servizi sociali: “Siamo in mezzo alla strada”. 

La suocera, una cinquantenne, in seguito alle lesioni riportate nell’aggressione, è stata soccorsa dal 118 e portata in ambulanza a Belcolle, dove è stata sottoposta alle cure del caso e dimessa con una prognosi di otto giorni. In ospedale è stato attivato il “codice rosa” previsto per le vittime di violenza e sono stati sentiti da una psicologa i familiari. I carabinieri di Ronciglione, che hanno raccolto la denuncia, hanno anche provveduto, per prudenza, a scortare la coppia presso l’abitazione del genero a riprendere le proprie cose.

Il caso è ora al vaglio della pm Paola Conti della procura della repubblica di Viterbo. 

“Per circa due anni abbiamo vissuto con nostra figlia e il marito in una casa in affitto, dividendo le spese a metà. Poi loro si sono trasferiti in una casa di proprietà della madre di lui, dove siamo stati per un po’ anche noi, lo scorso inverno, per aiutare mia figlia col bimbo piccolo. Un paio di mesi fa, ci siamo trasferiti. Le cose, tra me e lui, non sono mai andate bene. Ci sono state liti, scenate, sfuriate. Diceva che avrebbe cacciato me e mia figlia, che mi manteneva lui quando non era vero. Ma mai mi sarei aspettata che finisse così. Anche se adesso mi rendo conto che, nella tragedia, quello che è successo è stata una liberazione”, spiega la cinquantenne. 

Il problema è che adesso si ritrovano letteralmente in mezzo a una strada.

“Mio marito ha dormito fino a pochi giorni fa in un garage, io sto a Viterbo e mia figlia da un’altra parte, avendo ritenuto opportuno, almeno per il momento, allontanarsi anche lei da casa. A causa dell’emergenza Covid, mio marito ha avuto un netto calo di lavoro e quindi di introiti, mentre io sono casalinga, per cui non possiamo permetterci una casa in affitto. Per riunire la famiglia, abbiamo chiesto aiuto ai servizi sociali, ma sono passate già due settimane e stamattina (ieri, ndr) abbiamo avuto la sensazione che non possano fare niente per noi, nonostante la denuncia e l’attivazione del codice rosa dimostrino che ci troviamo di fronte a un’emergenza. Siamo disperati, ci sentiamo prigionieri di un tunnel senza uscita. Non ci siamo potuti riprendere nemmeno il nostro cane e il nostro gatto, perché non sapremmo dove metterli”, dice la donna, facendo appello perché qualcuno li aiuti a trovare una soluzione. 


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28 agosto, 2020

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