Crema – Nell’appartamento in cui ha ucciso la 39enne Sabrina Beccalli, avrebbe poi tagliato il tubo del gas per far saltare in aria la palazzina e far sparire ogni prova.
E’ quanto ipotizza la procura di Cremona su Alessandro Pasini, l’uomo accusato di aver ucciso la donna il giorno di Ferragosto e averne poi distrutto il corpo. Per questo, alle accuse di omicidio e distruzione di cadavere ora se ne aggiunge un’altra: quella di crollo di costruzioni.
Questa mattina si è tenuto un vertice di una quarantina di minuti tra forze dell’ordine e magistrati per fare il punto sul caso. Al tavolo il procuratore della Repubblica, Roberto Pellicano, il pm Lisa Saccaro e il comandante dei carabinieri, Lorenzo Repetto, accompagnato dal luogotenente Giovanni Ventaglio.
Intanto continuano le ricerche della 39enne con l’aiuto dei militari del centro carabinieri subacquei di Genova: i sub oggi e domani scandaglieranno i canali artificiali e i corsi d’acqua naturali della zona circoscritta dagli inquirenti alla ricerca dei resti della donna.
Al lavoro anche i carabinieri del Ris che ieri, passando al setaccio con il luminol la casa di Pasini, avrebbero trovato tracce di sangue su un paio di ciabatte. Verranno rianalizzati anche i resti trovati nell’abitacolo della Fiat Panda che secondo gli investigatori sarebbero di un cane randagio mentre per Pasini apparterrebbero all’amica uccisa. Da quando è in carcere l’uomo ha sempre sostenuto di aver bruciato il corpo della sua amica Sabrina ma di non averla uccisa: stando alla sua ricostruzione la donna sarebbe morta per un malore e lui, preda al panico, si sarebbe disfatto del corpo.
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