Congo – Nel corso della sua vita avrebbe ucciso oltre 500 elefanti e avrebbe tentato di uccidere un ranger all’interno del parco nazionale di Nouabale-Ndoki, bracconiere condannato a 30 anni di carcere.
Si tratta di una sentenza storica per tutti gli animalisti che da anni si battono per contrastare la caccia illegale: fino ad oggi i crimini contro gli animali selvatici erano stati processati in tribunali civili, con condanne a massimo di cinque anni. A occuparsi di questo caso, invece, è stato un tribunale penale.
Secondo l’accusa, l’uomo oltre ad aver ucciso oltre 500 esemplari di elefanti, ne avrebbe anche commerciato illegalmente l’avorio ricavato dalle zanne.
Nel 2019, intercettato da una pattuglia di ranger durante una spedizione di caccia, ha aperto il fuoco ferendo più di una persona e questo gli è costato l’accusa di tentato omicidio. La condanna rappresenta “un messaggio estremamente forte – ha dichiarato Emma Stokes, direttore regionale della Wildlife Conservation Society – I crimini della fauna selvatica non saranno tollerati e saranno perseguiti ai massimi livelli”.
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