Brasilia – Il governo guidato da Bolsonaro ha impresso una nuova stretta sull’aborto in Brasile. Anche in quei casi in cui la donna è rimasta incinta a seguito di uno stupro. Il ministero della sanità brasiliano ha infatti emanato nuove restrizioni.
Nello specifico, il personale medico è ora obbligato a offrire alla donna che intende interrompere la gravidanza la possibilità di vedere il feto o l’embrione attraverso l’ecografia. La donna può anche decidere di abortire, ma in quel caso dovrebbe raccontare in dettaglio le dinamiche dello stupro e rischia un’azione legale nel caso in cui non riuscisse a dimostrare la violenza. Lo stupro verrà inoltre immediatamente denunciato alla polizia, che lo danno lo voglia o meno.
Le nuove restrizioni sono state introdotte dopo le proteste per il caso di una bambina di 10 anni rimasta incinta a seguito di uno stupro. Le autorità del suo stato natale, Espirito Santo, le ha negato la possibilità di abortire. La piccola è quindi dovuta andare a Recife, città dello stato brasiliano di Pernambuco, dove ha potuto interrompere la gravidanza. Durante l’intervento però, fuori l’ospedale, si è svolta una manifestazione dell’estrema destra.
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