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Il giornale di mezzanotte - Salute - Originario della Basilicata ma residente da anni a Ronciglione, ha ricevuto lo "Young investigator award" che viene assegnato assegnato al miglior lavoro scientifico di un ricercatore under 40

Il medico Rocco Antonio Montone premiato dalla società europea di cardiologia

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Rocco Antonio Montone

Rocco Antonio Montone

Ronciglione – Rocco Antonio Montone vince il premio “Young investigator award”.

L’importante riconoscimento viene assegnato dalla società europea di cardiologia al miglior lavoro scientifico di un ricercatore under 40.

In questa edizione la scelta è andata sul giovane medico originario della Basilicata, che risiede da anni a Ronciglione e lavora come cardiologo al Policlinico Agostino Gemelli.

La ricerca premiata è “Macrophage infiltrates in coronary plaque erosion portend a worse cardiovascular outcome in patients with acute coronary syndrome”. E’ stata effettuata in collaborazione tra l’Irccs e il Queen Elizabeth hospital di Birmingham sotto la supervisione dei docenti dell’Università Cattolica e cardiologi del Policlinico Gemelli Filippo Crea e Giampaolo Niccoli.

Il premio è stato consegnato nel corso del congresso annuale Escardio.

Samuele Sansonetti


La ricerca premiata

L’erosione di placca è responsabile di almeno un caso su tre di sindrome coronarica acuta. L’attivazione dell’infiammazione è considerata un meccanismo chiave nel rendere ‘instabile’ la placca aterosclerotica e quindi nel provocarne l’erosione che potrebbe condurre alla trombosi “occludi-coronaria” e all’infarto. Fino a oggi non era mai stato studiato il ruolo dei macrofagi nell’erosione di placca.

Gli autori di questo studio hanno valutato la presenza di infiltrati di macrofagi all’interno della placca ‘colpevole’ della sindrome coronarica acuta, attraverso l’Oct (optical coherence tomography), una tecnica di imaging intracoronarico, che consente di osservare come al microscopio, ma in modalità ‘dal vivo’, le caratteristiche della placca aterosclerotica. Sono stati studiati in questo modo 153 pazienti; il 33,3% di loro presentava un’infiltrazione di macrofagi all’interno della placca ‘colpevole’ (all’Oct la placca emette una sorta di bagliori luminosi) e questa caratteristica si associava a una maggiore ‘malignità’ della placca aterosclerotica (cappuccio fibroso più sottile, maggiore presenza di trombi, elevato contenuto lipidico della placca).

I pazienti con le placche infiltrate dai macrofagi sono inoltre risultati a maggiore rischio di mortalità cardiovascolare e di dover ricorrere alla rivascolarizzazione (mediante angioplastica) del vaso con la placca infiltrata rispetto a quelli senza infiltrato (21,6% contro 5,9%).

“La presenza di infiltrato macrofagico nella placca ‘colpevole’ – commenta il dottor Montone, dirigente medico Uoc cardiologia intensiva, fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs – rappresenta dunque un nuovo fattore di rischio indipendente per eventi cardiovascolari e si associa a una tipologia di sindrome coronarica acuta più aggressiva e a una prognosi a lungo termine peggiore. Nell’era della medicina di precisione, questa scoperta è di grande importanza perché dimostra che la presenza di infiltrato macrofagico consente di individuare i pazienti a maggiore rischio cardiovascolare, che richiedono un approccio più aggressivo in prevenzione secondaria e un più attento follow up clinico”.

“I risultati di questo studio – commenta il professor Crea, ordinario di cardiologia all’Università Cattolica e direttore Uoc di cardiologia al Gemelli – a livello di pratica clinica stimoleranno una maggiore diffusione delle metodiche di imaging coronarico per caratterizzare al meglio il profilo di rischio dei nostri pazienti e destinare l’utilizzo di terapie antinfiammatorie di secondo livello, come il canakinumab o la colchicina, nei soggetti a rischio più elevato e che ne potranno trarre i benefici maggiori. Siamo orgogliosi del premio ‘Young investigator award’ che la società europea di cardiologia ha assegnato al dottor Montone, perché valorizza il lavoro dei nostri giovani e la loro passione per la ricerca scientifica”.


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3 settembre, 2020

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