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Il giornale i mezzanotte - Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli nella messa per i figuranti del corteo storico che è stato rimandato al prossimo anno a causa dell'emergenza Coronavirus - Oggi la processione con il cuore della patrona avrebbe attraversato le vie della città

“Seguiamo santa Rosa, cerchiamo di essere sale e luce per la comunità”

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Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa - Il sindaco Arena

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa – Il sindaco Arena

Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa - Il sindaco Arena

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa – Il sindaco Arena

Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

 

Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo - La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo – La messa del vescovo Fumagalli per i figuranti del corteo storico alla basilica di Santa Rosa

Viterbo – (ma.ma) – “Siamo chiamati a essere sale e luce delle nostre comunità, soprattutto in un momento difficile come questo. Dobbiamo essere costruttori di un mondo nuovo e di una speranza in un momento in cui lo scoramento può avere il sopravvento. Seguiamo l’esempio di Santa Rosa”. Con queste parole il vescovo Lino Fumagalli ha celebrato ieri la messa, alle 18,30 alla basilica di Santa Rosa, per i figuranti del centro storico. 

Ieri, 2 settembre, sarebbe stato per Viterbo l’appuntamento con il corteo storico e la città si sarebbe fermata per il passaggio del cuore di Santa Rosa nelle vie del centro. 

Quest’anno però la pandemia di Covid-19 ha imposto un sacrificio ai viterbesi. I festeggiamenti di Santa Rosa ci saranno, ma in chiave diversa. Il cuore della Santa può essere venerato soltanto in monastero. Il corteo non ha sfilato per la città, ma comunque il vescovo Lino Fumagalli ha celebrato la messa nella basilica. Nonostante il Coronavirus, il patto d’amore tra Santa Rosa e i viterbesi è rinnovato e saldo. 

A ricordare la particolarità di questo 2020 è stato lo stesso vescovo. “Quest’anno le festività di Santa Rosa acquistano una modalità tutta diversa – ha detto durante l’omelia -. Ci manca la processione con il cuore e il corteo storico. Domani ci mancherà il trasporto. Indubbiamente ne sentiamo la mancanza, ma credo che questo ci aiuterà ad apprezzarle di più il prossimo anno”.

Il vescovo ha raccontato come la devozione a Santa Rosa sia estesa oltre la città di Viterbo e di come attraversi i cuori di grandi e piccoli. “E’ interessante – ha spiegato – vedere la devozione di Santa Rosa in America latina ed è bello come la devozione di Santa Rosa è trasversale lungo tutti i secoli e tra le varie età”.

E proprio perché la devozione a Santa Rosa è oggi viva più che mai, il vescovo ha provato a lanciare un’idea per il corteo del prossimo anno. “Suggerirò l’anno prossimo di mettere nel corteo qualche giovane e ragazzo con gli abiti di oggi – ha aggiunto il vescovo -. Qualche famiglia, qualche adulto con i figli e qualche anziano. Il corteo storico se è storico non può non tenere conto di questo nostro tempo”. 

Poi l’insegnamento che ogni fedele può trarre dalla vita della patrona: “Rosa è cresciuta in un contesto in cui alle donne era proibito molto..Lei ha sfidato il suo tempo per essere portatrice di verità e di valori religiosi. All’interno di una società, con lotte tra guelfi e ghibellini e non c’è niente di nuovo sotto il sole purtroppo, Santa Rosa è stata elemento di concordia, di pace. Lei ha anche richiamato al dovere di essere costruttori di una società migliore. Si è fatta carico della sua chiesa e della sua società. E’ stata sale e luce e il suo insegnamento ancora oggi colpisce. Io chiedo che non solo ci colpisca ma ci attragga e ce la faccia imitare di modo che possiamo essere continuatori nel tempo e nella storia dei suoi valori”. 

Il vescovo nell’omelia ha poi rivolto un pensiero alle famiglie colpite dalla tromba d’aria di domenica scorsa. Fumagalli però ha anche parlato in generale di una difficoltà profonda, economica e sociale, che sta attraversando la città. “Viviamo un contesto difficile da un punto di vista economico e sociale – ha detto il vescovo -. Andate a vedere le famiglie che non possono lasciare le loro case, scoperchiate completamente, perché gli animali, che la tromba d’aria non ha portato via, hanno bisogno di essere accuditi. Forse dovremmo aprire gli occhi”.

E ancora: “Io lo faccio per Viterbo e vedo i negozi che aprono e chiudono. Se volete in dieci anni vi dico le attività chiuse nel tratto che faccio per tornare a casa… Le statistiche in questo senso ci dicono che molte attività non apriranno. Ci sarà tutto un gruppo di persone che non riuscirà a pagare bollette, che non riuscirà a mangiare. Ci sono mamme che mi dicono che i bambini non hanno le scarpe per andare a scuola, che non posso comprare il grembiule. Questa è la situazione che vive Viterbo e peggiorerà”.

Il vescovo, ricordando il miracolo del tramutamento del pane in rose, ha concluso chiedendo ai viterbesi di seguire l’esempio di Santa Rosa, di essere luce e sale per la comunità e di farsi promotori di solidarietà e condivisione. 

“Siamo chiamati a seguire il suo esempio – ha detto – altrimenti non ha senso la devozione. Cerchiamo di essere sale della terra e luce, portatori di valori forti nella chiesa e nella società. Tra questi valori la solidarietà e la condivisione come segno che ci sentiamo una famiglia”.

Al termine della messa la benedizione con il cuore della Santa sia in chiesa che sul sagrato. Tra i banchi il sindaco Giovanni Arena e il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo.  


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3 settembre, 2020

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