Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Aprire gli orizzonti è rispondere a una necessità, piuttosto che avvertire soltanto un bisogno. Aprire gli orizzonti è vedere opportunità, piuttosto che soltanto difficoltà.
Aprire gli orizzonti è una questione di scelta, rinunciando a uno sguardo ristretto.
Aprire gli orizzonti è anche il nome di un progetto realizzato durante l’estate di quest’anno caratterizzata da una pandemia che ci ha messo e continua a metterci alla prova.
Il progetto ha messo in sintonia diverse forze appartenenti alla zona sud della nostra città di Viterbo. Con il contributo della fondazione Carivit, la parrocchia Santa Maria delle Farine, insieme all’associazione Murialdo e alla Confraternita Misericordia di Viterbo, ha avviato il progetto “Apriamo gli orizzonti” per rispondere al bisogno di avere degli spazi all’aperto, ma riparati, destinati a scopo aggregativo, sportivo, a incontri formativi, intrattenimenti vari e attività ludiche.
Poter usufruire di spazi attrezzati all’aperto è stato fondamentale per permettere attività di vario tipo rispettando tutte le normative di prevenzione al contagio da Covid-19, che in questo momento nella comunità crea lontananza, paura e preoccupazioni per il futuro.
“La nostra volontà è sempre quella di adeguare e attrezzare gli spazi dell’oratorio Le Farine (Cassia Sud Km 76) per renderli più a servizio dei bisogni della comunità e degli abitanti della zona – afferma il parroco, padre Paulo -. Ci siamo resi conto che non si può andare avanti da soli: abbiamo bisogno della comunità, di una rete che possa essere sostegno e legame tra noi, abbiamo bisogno di volerci bene, accogliendo il positivo e il negativo che portiamo in ognuno di noi. Credo che il più grande disagio attuale sia quello di non sentirsi parte di una comunità”.
“In questa estate in cui la pandemia rende complicato creare risorse ludico/educative per i bambini e i ragazzi, grazie agli spazi dell’oratorio delle Farine che usiamo in comodato, stiamo riuscendo a dare risposta a un centinaio di famiglie” afferma Diana Dimonte, coordinatrice dell’associazione Murialdo, partener del progetto, e responsabile di “R…estate in gioco”, i centri estivi che si stanno svolgendo a le Farine.
“Voglio ringraziare – continua Diana Dimonte – tutti gli operatori che pur essendo giovanissimi, tutti dai 18 ai 27 anni, hanno fatto una scelta di volontariato, con grande professionalità, formandosi e mettendo a disposizione il loro tempo per animare l’estate di tanti bambini e ragazzi per ben 12 settimane, dal 22 giugno all’11 settembre. Un bell’esempio di giovani che mettono al primo posto il dono di sé e delle proprie doti per il bene della comunità. E un bel esempio di lavoro in sinergia con i Servizi sociali territoriali e il Tsmree della Asl di Viterbo”.
Il governatore della Confraternita Misericordia di Viterbo, Antonella Sordelli, partner dell’iniziativa, afferma che “tale progetto è una innovativa idea per far rivivere una zona – come la Viterbo Sud – a volte non conosciuta profondamente dai cittadini. Ciò può essere un modello – da cui ispirarsi – per stimolare e nello stesso tempo accogliere le diverse fasce e realtà giovanili. Come diceva San Giovanni Bosco l’oratorio è la “sintesi” dell’unione tra i giovani per una crescita sana nello spirito e nel cuore soprattutto in questi tempi difficili – non solo per il Covid – nella nostra società che vive – ahimè – di superficialità”.
Insomma, una bella collaborazione. “Sono riconoscente del lavoro volontario di tante persone legate alla Parrocchia e ai Giuseppini del Murialdo per la concretizzazione del progetto. Tutto ciò evidenzia come guardare orizzonti più ampi sia possibile se ciò avviene nella comunione e nell’incontro con l’altro – conclude don Paulo -. Spero che attrezzare l’oratorio Le Farine possa contribuire alla cultura dell’incontro”.
Parrocchia Santa Maria delle Farine
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