Viterbo – (g.f.) – Giù la mascherina. Il dispositivo di protezione dal Coronavirus in consiglio comunale non piace e nella seduta di ieri il presidente Stefano Evangelista non ha mancato di ricordarlo e di redarguire gli indisciplinati.
Tanto in maggioranza quanto nell’opposizione. Una scelta (poco opportuna) trasversale.
La mascherina non piace, eppure si tratta di un modo per proteggersi dal virus e negli ambienti pubblici al chiuso è obbligatoria.
“Non voglio fare il bacchettone – dice Evangelista a fine lavori – ma in questo momento la indossano solo le consigliere Perlorca e Delle Monache, il consigliere Quintarelli no perché sta parlando ed Erbetti ce l’ha abbassata”. Tutti gli altri, a volto scoperto.
A (molto parziale) giustificazione degli indisciplinati, il fatto che con molti collegati, gli spazi nella sala sono diradati e comunque esiste un protocollo con una capienza massima non superabile. Ma la mascherina va indossata.
Il caso è stato sollevato perché Mario Quintarelli ha chiesto di poter tornare tutti in presenza a palazzo dei Priori e non più anche in modalità da remoto, per ovviare a difficoltà tecniche.
Se queste sono le premesse sarà difficile. “In linea di massima sono d’accordo – dice Evangelista – è più comodo essere qui in presenza, ma se questo è il comportamento, non ci si torna”.
Serve attenzione. Parecchia. “Come per i bambini a scuola che devono avere banchi singoli – insiste Evangelista – così in consiglio occorre disciplina, non ci si alza. Occorre una serietà diversa, che non sempre abbiamo”. Serietà che include la mascherina.
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