– “A Palermo per morire – I 100 giorni che condannarono il generale dalla Chiesa” è il titolo del libro, pubblicato da Castelvecchi, che il giornalista Luciano Mirone presenterà martedì 20 novembre alle 18 al Salotto delle 6 di Pasquale Bottone, rassegna letteraria realizzata grazie al sostegno economico di Unindustria.
Dopo il caso Pio La Torre, il Salotto cerca di far luce, assieme a Luciano Mirone, sulla morte di Carlo Alberto dalla Chiesa, chiamato dallo Stato in Sicilia perché lì c’era bisogno di una figura prestigiosa che fosse in grado di contrastare il fenomeno mafioso e che, nello stesso tempo, lo conoscesse, e dalla Chiesa era di fatto un eroe vincente nella lotta al terrorismo che era già stato a Palermo e a Corleone.
Nel 1982 venne nominato prefetto di Palermo e posto in congedo dall’Arma. Il ministro Rognoni gli promise poteri straordinari per contrastare la mafia, ma questi poteri non arrivarono mai. Rimasto solo – emblematica la sua frase: “Mi mandano a fare il prefetto a Palermo con gli stessi poteri del prefetto di Forlì” –, venne ucciso nella strage di via Isidoro Carini il 3 settembre 1982, assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e al suo agente di scorta Domenico Russo. Pochi mesi prima un altro delitto eccellente, quello del politico Pci Pio La Torre.
Il processo sull’assassinio del generale, pur facendo riferimento a possibili “zone grigie”, ha condannato soltanto il primo livello di Cosa nostra, l’ala militare, quella che ha commesso materialmente il crimine, senza indagare sui veri mandanti.
Attraverso gli atti processuali e testimonianze inedite si delineano nel libro i probabili moventi sull’uccisione di dalla Chiesa. Luciano Mirone mette insieme i pezzi di un complesso mosaico che dal cuore della Sicilia porta nelle segrete stanze del potere italiano. Un unico “filo nero” che si dipana dagli anni Settanta alla stagione delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, e che vede coinvolte costantemente le stesse entità: mafia, politica, alta finanza, servizi segreti deviati e massoneria.
Nella ricostruzione del giornalista siciliano, molti elementi apparentemente distanti trovano una logica, che ha come punto di convergenza proprio la morte di Carlo Alberto dalla Chiesa. Dai rapporti intercorsi tra Giulio Andreotti e i politici siciliani collusi con Cosa nostra alla scomparsa di Mino Pecorelli e alla figura di Licio Gelli.
Un saggio che racconta gli ultimi cento giorni del prefetto rimasto solo, per indagare su uno dei più clamorosi buchi neri della recente storia italiana.
L’incontro si terrà presso la Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale di Viterbo in viale Trento, 18.
Luciano Mirone è giornalista e scrittore. Dirige il mensile “L’Informazione” e collabora con “I Siciliani”, “Libera” e “I Quaderni de L’Ora”. Fondatore ed editore de “Lo scarabeo”, ha collaborato con “la Repubblica”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Marie Claire”, “Oggi”, il “Giornale di Sicilia”, “Sicilia imprenditoriale”.
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