Roma – Ufficialmente lo stato di emergenza si concluderà il prossimo 15 ottobre, ma il governo Conte sarebbe pronto a una sua proroga.
Ad anticipare l’indiscrezione è il Sole 24 Ore.
L’esecutivo, nello specifico, intende valutare ai primi di ottobre i numeri dei contagi generati dall’effetto-scuola, a qualche settimana dalla riapertura, ma al momento il prolungamento è dato praticamente per scontato. Del resto se lo stato d’emergenza si è reso necessario a luglio, difficilmente potrà non esserlo a metà ottobre.
“Faremo una valutazione da qui a qualche settimana – ha detto il ministro della salute Roberto Speranza – ci teniamo pronti ad ogni evenienza”, non escludendo la possibilità di mini-lockdown “a livello subprovinciale”, ma escludendo “per il momento” interventi più estesi.
A preoccupare maggiormente l’aumento dei posti letto occupati nei reparti Covid e nelle terapie intensive e il numero dei contagi in salita, che al 22 settembre avevano raggiunto quota 45.489, quadruplicandosi rispetto al mese precedente. “Da otto settimane consecutive i numeri confermano la crescita costante della curva epidemica e delle ospedalizzazioni” rileva la fondazione Gimbe con il suo presidente Nino Cartabellotta.
Inevitabili, in caso di proroga dello stato di emergenza, conseguenze sull’obbligo di indossare le mascherine – al momento obbligatorie dalle 18 alle 6 del mattino nei luoghi affollati -, sui tamponi – per chi viaggia e chi va a scuola – e sullo smart working. E proprio sul lavoro agile, spiega ancora il Sole 24 Ore, l’eventuale proroga, fino a fine anno, dello stato d’emergenza avrà impatti sulla disciplina semplificata, in vigore fino a metà ottobre, in deroga alla legge 81 del 2017, dettata proprio dalla necessità di prevenire possibili contagi in azienda.
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