Tuscania – Metti sei ragazzi tra i 17 e i 20 anni di un liceo della periferia di Roma, che provano a cimentarsi dietro la macchina da presa. Aggiungi un maestro eccellente che li guida: il grande regista Paolo Bianchini. Mescola il tutto con un progetto del piano nazionale Cinema per la scuola di Miur e Mibac. Il risultato è “Frammenti”, un film che non ha nulla a che invidiare a quelli usciti nelle migliore sale cinematografiche e che è stato anche selezionato per il Festival di Venezia.
Il film sarà proiettato sabato 3 ottobre alle 18 al teatro di Tuscania, nel pieno rispetto delle regole anticontagio Covid, alla presenza di alcuni degli autori, dell’attrice Stefania Bogo, di Paolo Masini, ex assessore alla Scuola di Roma e del regista Paolo Bianchini. La capienza massima per il pubblico sarà di 250 posti.
“Frammenti” è stato girato in meno di un mese: tra il 29 aprile e il 22 maggio 2019 con soli 70mila euro di budget. Gli autori sono sei ragazzi di un liceo del quartiere Tufello di Roma, 82 gli studenti coinvolti in tutto sul set, 28 gli autori e i tecnici del cinema in campo per sostenerli.
Insieme ai ragazzi, a dispensar loro consigli e suggerimenti c’era il regista Paolo Bianchini.
La sua lunghissima carriera parla da sola: al fianco di Luigi Zampa nel film-mito “Il Vigile” (che lui stesso propose di girare nel Viterbese perché meno caotico di Roma, ma abbastanza vicino alla Capitale), poi immerso per molti anni nel mondo della pubblicità televisiva, con Ferrero e Findus per citarne solo un paio, e di nuovo sul grande schermo con “La grande Quercia” interamente girato a Tuscania e premiato al festival di Berlino. Bianchini poi torna di nuovo in tv con diverse fiction per la Rai e, infine, fonda Alveare Cinema una casa di produzione nata 18 anni fa con la “mission” di aprire le porte soprattutto ai giovani e alle loro idee.
“Frammenti è interessante perché nasce da un lavoro capillare – spiega Paolo Bianchini – che abbiamo portato avanti in un liceo artistico del quartiere Tufello di Roma. Appena è uscito il bando del Miur lo abbiamo fatto nostro. Ho detto a quei ragazzi: andate a conoscere meglio le “maschere” che popolano il vostro quartiere: avvicinatele, fatele parlare, approfondite le loro storie e vedrete cosa ne uscirà fuori”.
E ne è uscito fuori un capolavoro. “Facevano tutto da soli – assicura Bianchini che da come ne parla si sente quanto creda in questi ragazzi e nel talento di ognuno di loro -. Hanno raccontato la storia di un barbone, quella di una donna che dorme in macchina con i figli perché non ha una casa. Insomma questo è il nuovo neorealismo”.
Non a caso lo stesso quartiere era stato molti anni fa location del simbolo più assoluto del neorealismo: il film “Ladri di Biciclette”.
“Frammenti” non sarà forse a quei livelli, ma a giudicare dall’entusiasmo di Bianchini è davvero un ottimo prodotto. “Ora l’ha preso la Rai – anticipa – quindi probabilmente a breve lo trasmetterà su uno dei suoi canali”.
Intanto, sabato 3 ottobre, Paolo Bianchini lo porta al teatro di Tuscania. La cittadina di cui anni fa si è innamorato a tal punto da comprarci una casa dove passa parte della sua vita. “Tra l’altro metà del mio sangue è viterbese – ci tiene a precisare -. Nei miei ricordi d’infanzia c’è la Palanzana, il caffè Schenardi e via Cardinal La Fontaine: luoghi del cuore che mi porto dentro”.
“Frammenti” per Paolo Bianchini è uno dei tanti successi della sua “creatura”: Alveare Cinema.
“Alveare vuole alimentare lo scambio tra noi, che siamo del mestiere, e i ragazzi – conclude Bianchini -. Perché loro ci danno tantissimo e ci insegnano tantissimo. Recentemente in un gruppo di 1500 bambini delle scuole ne ho conosciuto uno di 11 anni che è un portento, un vero genio: per come pensa, per come scrive, per come è. Uno come lui, con tutto quello che mi dà, mi fa innamorare sempre di più della vita perché essere innamorati della vita significa essere innamorati degli altri: persone, animali, piante… tutti. Ecco perché non ho nessuno intenzione di morire…”.
Anche perché Paolo Bianchini, a dispetto della data di nascita segnata sulla carta d’identità, tutto sembra fuorché un ultraottantenne.
Francesca Buzzi
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY