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Civita Castellana - Domenica 4 ottobre alle 16 all'abbazia di S. Maria in Faleri

Ordinazione diaconale di Francesco Botta e Francesco Cervoni

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Francesco Botta e Francesco Cervoni

Francesco Botta e Francesco Cervoni

Civita Castellana – Riceviamo e pubblichiamo – La diocesi di Civita Castellana annuncia, domenica 4 ottobre alle 16 all’abbazia di S. Maria in Faleri, l’ordinazione diaconale di Francesco Botta e Francesco Cervoni per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria  di Romano Rossi, vescovo di Civita Castellana.

Diocesi Civita Castellana 


Francesco Botta

È nato a Roma il 25 settembre del 1994. Nel 2013 ha conseguito la Maturità classica al Pontificio istituto Sant’Apollinare di Roma e nel 2020 la licenza in Teologia patristica alla Pontifica università gregoriana. Dal 2011 al 2018 si è formato al Pontificio seminario romano minore e poi al Maggiore; dal 2018 al Centro vocazionale diocesano di Civita Castellana.
Racconta così la sua chiamata: «Quando penso alla vocazione, due parole mi vengono in mente: incontro e desiderio. Il primo incontro con il Signore Gesù è avvenuto a casa, quando mio padre mi ha insegnato a pregare. Il desiderio di diventare sacerdote è nato in parrocchia: era affascinato dalla figura del mio parroco, don Pier Luigi Quatrini con il suo sorriso, la sua delicatezza e la felicità che viveva e trasmetteva. La vocazione in senso stretto è nata in seminario, una storia che coinvolge Dio stesso, me e la Chiesa». Pastoralmente è stato impegnato con i ragazzi delle cresime nella parrocchia di Manziana. Dal 18 ottobre prossimo presterà servizio pastorale a Morlupo, affiancando il nuovo parroco don Luigi Romano. A Morlupo, si dedicherà anche all’insegnamento della religione cattolica alle Scuole Medie.

Francesco Cervoni

È nato a Roma il 10 marzo del 1978 è vissuto e cresciuto a Faleria (Viterbo). Durante il periodo universitario ha servito il proprio paese con la Pro–Loco e in amministrazione comunale; «sono stati anni importanti nei quali ho avuto la possibilità di contattare molte persone e fare esperienza di servizio» ricorda il futuro diacono. Dopo la Laurea in Scienze Politiche ha lavorato nel campo dell’amministrazione. «Poi ho sentito l’esigenza avvicinarmi di più al Signore – spiega così la nascita della sua vocazione – e ho iniziato in parrocchia un cammino di fede con alcuni giovani. Dopo un tempo di volontariato in Terra Santa mi sono avvicinato alla spiritualità francescana e ai Frati minori del Lazio con i quali ho passato gli anni di formazione seminariale. A loro devo la mia gratitudine per gli anni passati insieme e per gli insegnamenti ricevuti. Il desiderio di servizio agli altri, mi ha portato ad avere contatti con la diocesi e con il Vescovo Romano Rossi, che mi ha accolto e dato la possibilità di effettuare una conoscenza in una parrocchia». Dallo scorso anno presta servizio come seminarista presso la parrocchia di Fiano Romano, «che ringrazio per l’affetto e la concreta esperienza di vita che mi porta ad accogliere il dono del diaconato».
Il Diacono nella chiesa delle origini
“I vescovi, dunque, assunsero il servizio della comunità con i loro cooperatori: presbiteri e diaconi” (LG 20).
“Bisogna che quelli che sono i diaconi dei misteri di Gesù Cristo siano in ogni maniera accetti a tutti. Non sono diaconi di cibi e di bevande ma servitori della Chiesa di Dio. Occorre che essi si guardino dalle accuse come dal fuoco. Similmente tutti rispettino i diaconi come Gesù Cristo, come anche il Vescovo che è l’immagine del Padre, i presbiteri come il Sinedrio di Dio e come il collegio degli Apostoli. Senza di loro non c’è Chiesa” (Sant’Ignazio ai Tralliani II, 3 – III, 1).

La specificità sacramentale del Diaconato

“Con il sacramento dell’ordine per divina istituzione alcuni tra i fedeli mediante il carattere indelebile con il quale vengono segnati, sono costituiti ministri sacri; coloro cioè che sono consacrati e destinati a pascere il popolo di Dio, adempiendo nella persona di Cristo capo, ciascuno nel suo grado, le funzioni di insegnare, santificare e governare. Gli ordini sono l’episcopato, il presbiterato ed il diaconato. Vengono conferiti mediante l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria che i libri liturgici prescrivono per i singoli gradi” (Codice di Diritto Canonico cann. 1008-1009).

Le funzioni liturgico-pastorali del diacono sono

Annuncia il Vangelo
Prepara ciò che è necessario per il sacrificio eucaristico
conserva e distribuisce l’Eucaristia
presiede al culto e alla preghiera dei fedeli
Amministra solennemente il Battesimo
assiste e benedice in nome della Chiesa il Matrimonio
porta il Viatico ai moribondi
presiede al rito delle esequie
Esercita il ministero della Carità in nome del Vescovo
(cfr. LG 29).

“Spetta anche ai diaconi servire il popolo di Dio nel ministero della parola, in comunione con il Vescovo e il suo presbiterio” (Codice di Diritto Canonico can. 757).

“I presbiteri e i diaconi godono della facoltà di predicare dovunque” (Codice di Diritto Canonico can. 764).

 


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29 settembre, 2020

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