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Viterbo - L'intervento di Daniela Bizzarri (Pd)

“Violenza sulle donne, serve cambiamento radicale”

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Daniela Bizzarri

Daniela Bizzarri

Riceviamo e pubblichiamo – Purtroppo ho vissuto sulla mia pelle, stando accanto ad una ragazza vittima di stupro e della sua famiglia, cosa si prova, quanto coraggio serve per denunciare ma soprattutto quanto è umiliante per chi lo trova quel coraggio, vedersi mettere alla berlina, ma soprattutto molte volte passare dalla ragione al torto, ed essere violentata psicologicamente per anni, prima che i tempi della giustizia facciano il loro corso.

La violenza maschile contro le donne segna in Italia un drammatico primato: nel 2011 sono morte 127 donne ( il 6,7% in più rispetto al 2010) e nel 2012 fino al mese di ottobre ci sono state già 100 vittime, una ogni due giorni. Circa il 70% di questi femminicidi sono compiuti da partner o parenti.

I dati Istat ci dicono che in Italia oltre 14 milioni di donne sono state oggetto di violenza fisica, sessuale o psicologica nella loro vita: 1 milione e 400 mila ha subito uno stupro prima dei 16 anni, oltre il 90% dei casi non è stato denunciato.

La violenza nega alle donne i più fondamentali diritti: la vita, la libertà, l’integrità corporea, la libertà di movimento e la dignità della persona. La violenza sulle donne non è un’emergenza, ma un fenomeno strutturale in una società che pone uomini e donne in una relazione di disparità, di subalternità, di dominio.

Prevenzione, protezione delle vittime e punizione dei colpevoli sono i ritardi dell’Italia. Ma la violenza sulle donne si contrasta anche con il cambiamento radicale.

Soprattutto di mentalità; con la rappresentanza appropriata delle donne in ogni ambito della società; con un uso non sessista delle immagini; con un intervento fermo da parte delle istituzioni nei confronti degli uomini che commettono questo reato.

Il Partito democratico, nella carta di intenti di “Italia bene comune” ha dichiarato che sarà impegnato per far approvare al più presto la legge di ratifica della Convenzione del consiglio d’Europa firmata ad Istanbul, che doterebbe il nostro Paese di norme efficaci.

La Convenzione prevede per la prima volta a livello internazionale misure di prevenzione, di tutela in sede giudiziaria, di sostegno alle donne vittime di violenza. Per la prima volta, la violenza sulle donne è definita come una violazione dei diritti umani fondamentali e una forma di discriminazione da contrastare, raggiungendo l’obiettivo di un’eguaglianza di genere, di fatto e di diritto.

Servono misure concrete e serve un salto di civiltà nelle relazioni tra uomini e donne sul quale sentirci tutti impegnati.

Noi a Viterbo dobbiamo sostenere il Centro antiviolenza “Erinna”, e chiunque ricopre incarichi istituzionali si deve battere affinché anche altri centri vengano istituiti nella nostra città e nella nostra provincia. Occorre inoltre stare vicine a queste donne e far sentire forte la nostra presenza.

Quando ero consigliera di Parità alla Provincia di Viterbo, ricordo che in consiglio provinciale fu approvato all’unanimità un emendamento in cui l’amministrazione provinciale si sarebbe costituita parte civile, a favore delle vittime di questi abusi.

Uno dei tanti buoni propositi finiti nel dimenticatoio.

Daniela Bizzarri
Segreteria provinciale Partito democratico di Viterbo


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24 novembre, 2012

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