Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Cronaca - Il titolare di Casale Bussi chiede l'adeguamento fino al 2019, Viterbo Ambiente ricorre e chiama in causa palazzo dei Priori - Barelli (Forza civica): "Nessuno ci ha detto niente al consiglio straordinario"

Smaltimento rifiuti, il comune rischia di pagare 2 milioni di euro

di Giuseppe Ferlicca
Condividi la notizia:

Viterbo - L'impianto di Casale Bussi

Viterbo – L’impianto di Casale Bussi

Viterbo - Giacomo Barelli

Viterbo – Giacomo Barelli

Viterbo – Rifiuti: Ecologia Viterbo, proprietaria dell’impianto a Casale Bussi, chiede 2 milioni di euro in più per lo smaltimento. La vecchia storia dell’adeguamento tariffe.

Differenti punti di vista, tra la società che si occupa di nettezza urbana a Viterbo (Viterbo Ambiente), amministrazione comunale e chi gestisce la discarica (Ecologia Viterbo).

Viterbo Ambiente  ha citato il comune di Viterbo ed Ecologia Viterbo in tribunale.

La società chiede qualcosa di molto preciso: “Che sia accertato e dichiarato che la tariffa per il conferimento e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e rifiuti ingombranti presso la discarica Casale Bussi di cui è titolare la società Ecologia Viterbo Srl applicabile agli odierni attori è quella prevista dall’art. 5.1 della scrittura privata del 13 marzo 2013 rep. 7 del 3 aprile 2013”.

Di conseguenza: “che sia accertata e dichiarata l’erroneità delle fatturazioni emesse dal gennaio 2014 al dicembre 2019 dalla Ecologia Viterbo S.r.l. nei confronti della Viterbo Ambiente Scarl, per i costi di smaltimento dei rifiuti, nella parte in cui applicano le tariffe superiori non dovute”. In pratica, ai giudici domandano che gli aumenti, per il capoluogo due milioni di euro, non siano riconosciuti.

Potrebbe sembrare una richiesta favorevole a palazzo dei Priori, invece è l’ennesima grana, come appare chiaro nella delibera in cui l’amministrazione comunale intende resistere al giudizio.

Perché Viterbo Ambiente vuole che i giudici accertino che: “non sussiste il credito della Ecologia Viterbo di 2.012.517 euro nei riguardi della società Viterbo Ambiente Scarl e dell’associazione temporanea d’imprese composta da Gesenu S.p.A. – Consorzio Nazionale Servizi Società Cooperativa in relazione allo smaltimento rifiuti solidi urbani e rifiuti ingombranti”.

Dall’altra, però, qualora in tribunale dovesse essere accertato che la maggiorazione i titolari della discarica l’hanno applicata a ragion veduta e quindi è dovuta: “sia accertato e dichiarato che il costo aggiuntivo quantificabile in 2.012.517 euro è a carico del comune di Viterbo e sia dichiarato che il comune di Viterbo è obbligato a manlevare la società Viterbo Ambiente scarl e l’associazione temporanea di imprese composta da Gesenu dai predetti costi aggiuntivi”.

Alla fine, chi dovrebbe pagare è il comune. Vicenda vecchia, ma oggi arriva l’ulteriore capitolo che vede l’amministrazione comunale rischiare di dover versare due milioni di euro.

Per tutelarsi è stato dato incarico a un legale, ma Giacomo Barelli (Forza civica) ha un dubbio: “C’è stato il consiglio comunale straordinario sui rifiuti – si domanda Barelli – come mai nessuno ha fatto menzione a questa causa?

Per l’altra questione, relativa al contenzioso sul numero di utenze, non sappiamo se sia stato accantonato un fondo rischi nel caso in cui palazzo dei Priori sia chiamato a pagare. In questo caso? Che succede?”.

Giuseppe Ferlicca


Condividi la notizia:
9 ottobre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/