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Ricerca - Il Consiglio di stato ha appoggiato il ricorso presentato dagli animalisti, che avevano sottolineato: “La presenza nel progetto di soggetti umani volontari dovrebbe far decadere ogni giustificazione del ricorso alle scimmie”

Stop alla sperimentazione sui macachi dell’università di Torino e Parma

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Un macaco in gabbia

Un macaco in gabbia

Torino – Il Consiglio di stato ha sospeso la sperimentazione delle università di Torino e Parma sui sei macachi all’interno del progetto di ricerca Light-up.

È stato appoggiato il ricorso presentato dagli animalisti e la sperimentazione sarà sospesa fino al 28 gennaio 2021, data in cui avverrà la discussione collegiale in udienza pubblica.

Le associazioni animaliste fanno leva sul fatto che, secondo il progetto di ricerca, i macachi debbano essere immobilizzati più volte al giorno, ogni giorno, e venga loro esportata parte di corteccia cerebrale al fine di provocarne clinicamente la cecità. “Il fatto che nel progetto ci siano anche soggetti umani volontari dovrebbe far decadere ogni giustificazione del ricorso alle scimmie” hanno spiegato le associazioni animaliste.

“Gli animali non verranno accecati – hanno spiegato i ricercatori delle università di Torino e Parma -, sarà invece prodotta una macchia cieca, circoscritta a una zona di pochi gradi del loro campo visivo e limitata ad un solo lato, destro o sinistro”.

“Il supremo organo della giustizia amministrativa – sottolinea la Lega anti vivisezione – ha richiesto un dovuto ‘approfondimento scientifico analitico e motivato’ da parte di un ente terzo che dovrà confrontarsi con le parti: una grande novità rispetto al passato”.


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9 ottobre, 2020

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