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Civitavecchia - Indagini dei carabinieri

Finti tamponi, ai domiciliari infermiera e il suo compagno

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La stazione dei carabinieri di Civitavecchia

La stazione dei carabinieri di Civitavecchia

Civitavecchia – Finti tamponi, ai domiciliari infermiera e il suo compagno. 

Alle prime luci dell’alba, i carabinieri della compagnia di Civitavecchia hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emessa dal gip del tribunale della Repubblica di Civitavecchia, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un uomo di 50 anni e della sua compagna 35enne per i reati di peculato (art.314 c.p.), esercizio abusivo della professione medica (art. 348 c.p.) e falsità materiale (artt. 477 e 482 c.p.).

“Nel corso delle indagini – si legge in una nota – i carabinieri della stazione Civitavecchia Principale hanno accertato che la donna, infermiera presso la Asl di Civitavecchia, si sarebbe appropriata di materiale e strumentazione medica (sacche per urina, rotoli di garza, lacci emostatici, provette e medicinali) forniti alla farmacia interna dell’ospedale e ai vari reparti di quest’ultima. La stessa, in concorso con il compagno, si sarebbe appropriata altresì di tamponi per la ricerca del Covid 19.

I due, in concorso tra loro, avrebbero formato 14 certificati medici falsi relativi agli esiti dei tamponi naso-faringei per la ricerca del Covid-Sars Cov 2, apparentemente rilasciati da due ospedali della Capitale nei confronti di altrettante persone”.

E ancora, “l’uomo – continua la nota -, infine, è accusato di aver esercitato abusivamente la professione di infermiere, per la quale è richiesta una specifica abilitazione che non ha mai conseguito (risulta infatti che lo stesso sia abilitato come operatore socio-sanitario), avendo effettuando i tamponi naso faringei per la ricerca del Covid alle persone alle quali ha rilasciato il falso certificato medico, attestante la negatività al contagio”.

Intanto continuano le indagini, “con la collaborazione ai carabinieri del Nas di Roma, per verificare quante persone si siano rivolte agli indagati per essere sottoposti al tampone, atteso che i militari hanno appurato che l’attività illecita è iniziata lo scorso aprile.

Le indagini – conclude la nota – continuano anche per verificare se vi siano state persone positive al Covid 19 che, indotte in errore dal falso certificato rilasciatogli, abbiano interrotto l’isolamento fiduciario presso la loro abitazione”.


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13 ottobre, 2020

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