Riceviamo e pubblichiamo – Dal giugno dello scorso anno allo stesso mese del 2012, i finanziamenti alle imprese artigiane della Tuscia sono diminuiti del 4,8 per cento.
E’ stato penalizzato di più chi ha chiesto credito a breve termine, perché in questo caso il crollo è stato del 7,6 per cento. Meno peggio è andata per i prestiti a medio/lungo termine, ma si tratta pur sempre di una riduzione pari al 3,3 per cento.
A confermare che la stretta creditizia colpisce soprattutto i piccoli, come denuncia da tempo la Cna, sono i risultati dell’osservatorio nazionale sul credito delle piccole e medie imprese diffusi, in questi giorni, da Rete Imprese Italia.
“La situazione non è più sopportabile. Restano senza risposta troppe domande di credito, in particolare quelle delle aziende che hanno bisogno di liquidità per far fronte ai ritardati pagamenti. Le banche – dice Luigia Melaragni, segretaria della Cna di Viterbo e Civitavecchia – devono riaprire i cordoni della borsa, anche per il fatto che le imprese sono rappresentate da associazioni che possiedono strumenti affidabili, come i Confidi, la cui operatività è stata, ed è, fondamentale per garantire sostegno a tante attività in difficoltà”.
“Il dato della Tuscia è peggiore di quello del Lazio, dove i finanziamenti scendono dell’1,9 per cento, ma meno drammatico del -7,1 per cento registrato a livello nazionale – osserva Armando Mangeri, responsabile dell’Area Credito della Cna, che batte su un punto -: le richieste di credito restano finalizzate prevalentemente a fronteggiare le esigenze di liquidità e cassa e di ristrutturazione del debito, a scapito degli investimenti. Insomma, come si legge nel Rapporto, la maggior parte degli interventi sono rivolti a consentire la semplice gestione delle attività. E’ l’ulteriore riscontro del momento di difficoltà della nostra economia”.
Diverso è stato il comportamento delle banche nei confronti di altri settori economici. I finanziamenti al totale delle imprese segnano, infatti, nella provincia di Viterbo, sempre nello stesso periodo, un + 0,9 per cento (+1,3 nel Lazio, -0,5 in Italia).
Cna Viterbo
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