– Sconfitta, ma con l’onore delle armi.
La Stella Azzurra archivia il 74-68 di sabato scorso con la Tiber, dove si è vista all’opera una squadra viva e reattiva che fino all’ultimo non ha mollato, soccombendo solo nel finale, e pensa all’incontro di domenica prossima al PalaMalè contro Palestrina.
Dopo la partenza un po’ stentata di inizio stagione, i bianco stellati di coach Pippo Pasqualini stanno dando positivi segnali di ripresa, soprattutto per quanto riguarda prestazioni e intensità di gioco.
“Dopo un importante confronto tra di noi e con la società – spiega Marco Ottocento, guardia classe 1985, tra gli acquisti più importanti del mercato estivo biancoblu – credo che qualcosa sia cambiato davvero. Soprattutto al livello mentale è arrivata la svolta.
Non che non fossimo anche prima consapevoli dei nostri mezzi, ma qualcosa evidentemente non aveva girato. La vittoria con la Luiss ci ha dato slancio ed entusiasmo, ed è un peccato che contro la Tiber siano mancati Valerio Giganti influenzato e Simone Rogani infortunato, perché a organico completo credo che avremmo potuto avere un epilogo diverso.
Lo dimostra il fatto che siamo andati sotto prima di 15 e poi di 12 e che in entrambi i casi li abbiamo ripresi. Fino alla fine siamo stati lì. Peccato, potevamo portarla a casa”.
Qualche fallo di troppo sta tuttavia condizionando in maniera sensibile il campionato della Stella, che domenica dovrà rinunciare a Francesco Basili e Federico Zena, entrambi squalificati. “Dobbiamo lavorarci su – continua Ottocento, al suo secondo campionato consecutivo in Dnc dopo la stagione passata ad Orvieto e tanta esperienza tra A1, B1 e B2 -, è anche in questo caso una questione di testa.
Quando magari vedi che le cose non girano come dovrebbero, ti capita di fare un fallo pensando che se blocchi un’azione avversaria magari aiuterai il gruppo. Ma dobbiamo lavorare su questo, perché è una questione importante, al di là dei risultati, non è mai positivo passare per una squadra fallosa”.
Domenica c’è subito l’occasione di rifarsi e di muovere la classifica contro Palestrina in casa al PalaMalè. “Dobbiamo solo vincere – spiega Ottocento, che a giugno prossimo conseguirà la laurea in Economia e che spera di continuare il percorso sportivo parallelamente a quello professionale -, in casa nostra non possiamo perdere punti importanti. Palestrina è una squadra da prendere con le molle: la conosco per averci giocato contro in B1 e B2, ma oggi è una squadra molto giovane, che pressa molto.
Hanno una partita in meno, ma noi non dobbiamo fare calcoli di alcun tipo, dobbiamo portare a casa il risultato e basta. Col rientro di Giganti saremo meno in difficoltà nel reparto dei lunghi rispetto alla gara con la Tiber, e poi credo che l’inserimento nel quintetto iniziale di Andrea Meroi faccia quadrare di più il gioco della squadra. Vincere in casa e fare punti, dove possibile, anche fuori: questo deve essere il nostro programma”.
Marco Ottocento ha sempre giocato in categorie superiori, e nonostante la giovane età ha collezionato già un bel bagaglio d’esperienza. Prima dell’arrivo a Viterbo, poi, l’anno scorso ha scelto di scendere in DNC a Orvieto per stare più vicino a casa (il giocatore è di Latina, ndr).
La differenza tra il girone attuale e quello precedente secondo lui c’è e si vede. “Il girone umbro-marchigiano, in cui nella stagione precedente militava Orvieto, è caratterizzato da una maggiore dinamicità e da tanta, tanta tecnica – spiega -. I roster erano formati da quasi tutti giocatori di serie B scesi di categoria. Il nostro girone è forse meno tecnico, ma ha dalla sua una forte pressione sui singoli parquet di gioco: penso per esempio alle squadre sarde, sui cui campi è sempre difficilissimo fare punti. Le trasferte in questo raggruppamento ti condizionano di più”.
E’ a Viterbo da pochi mesi, ma Marco Ottocento qui si è ambientato benissimo. “Mi trovo alla grande con tutti, società, staff tecnico e compagni di squadra – afferma il giocatore stellino -. Venivo da Orvieto, dove c’era un gruppo super, e non pensavo di trovarne uno altrettanto coeso. Tutti i miei compagni mi hanno accolto davvero bene da subito, e credo che questo spirito possa essere la chiave per un prosieguo di campionato positivo”.
Dove può arrivare questa Stella? “Il 70% del rendimento delle squadre in questa categoria dipende dall’aspetto psicologico, dalla voglia e dalla intensità – spiega -. Penso a Russo Cagliari, per esempio, che non era tra le più accreditate all’inizio del campionato e invece sta lassù.
Io credo che il valore tecnico della Stella ci sia, sta a noi dimostrarlo gara dopo gara, ma è soprattutto l’aspetto mentale che ci può portare in alto. La fame di risultati importanti è il vero segreto – conclude -, insieme al carattere. Se giochiamo come contro la Luiss e la Tiber, se continuiamo su questa strada senza abbatterci, allora insieme alle prestazioni arriveranno certamente anche i punti.
Perciò d’ora in poi giù a lavorare a testa bassa fino alla fine della stagione: solo allora la si alzerà e si vedrà se avremo ottenuto qualcosa di veramente importante”.
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