Lavinio – Un corpo fatto a pezzi, avvolto in due sacchetti di plastica e sepolto in un bosco.
E’ stato ritrovato a Lavinio, sul litorale vicino Roma. A dare l’allarme un cercatore di funghi che avrebbe notato un cranio affiorare dal terreno.
Sono stati i carabinieri di Anzio a intervenire e a scoprire poi le altri parti del corpo: secondo quanto fino a ora emerso, sarebbero state divise in due sacchetti di plastica nera e sepolti a circa 15 centimetri di profondità. Uno sarebbe stato ritrovato a pochi passi dal punto in cui si trovava il cranio, l’altro a meno di tre metri. Da una parte il busto che indossava la felpa di una tuta della Roma, dall’altra le gambe, con i pantaloni dello stesso completo della società calcistica.
Ancora nessuna certezza sul sesso del cadavere, né su quando possa essere datata la morte: un primo responso degli accertamenti medico-legali, secondo quanto riferisce Il Tempo, offrirebbe una datazione tra i due e gli otto anni fa, ma è una valutazione sommaria e non esclude che il periodo di sepoltura possa essere anche molto più lungo.
Secondo il medico legale, che ha eseguito un primo esame esterno dei resti, la persona avrebbe fra i 30 e i 60 anni, a giudicare dalla lunghezza delle ossa, e sarebbe stato seppellita fra il 2012 e il 2019. Un lasso di tempo enorme, tanto che le indagini per arrivare all’identificazione dei resti appaiono molto complicate. I carabinieri hanno sentito a lungo il cercatore di funghi e potrebbero estendere gli accertamenti anche ad alcune abitazioni vicine. Non si esclude infatti, fra le ipotesi, che la vittima possa essere deceduta non lontano dal bosco e che sia stata fatta a pezzi per nascondere più facilmente il cadavere
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