Orte – (a.c.) – I campionati di pallavolo “corrono il rischio di finire come l’anno scorso”. Cioè cancellati per la pandemia di Coronavirus. A dirlo è Aldo Madonna, presidente del Volley club Orte, in seguito al rinvio di due settimane della partenza di tutti i gironi della serie B.
L’avvio della stagione era previsto per il 7 novembre, ma la Fipav nei giorni scorsi ha deciso di posticipare le prime due giornate a data da destinarsi e aprire le ostilità il 21 e 22 novembre, da quella che formalmente è la terza giornata.
Secondo Madonna, questo rinvio “è solo la prima di una lunga serie di modifiche al calendario, perché in qualsiasi momento potrebbe succedere qualcosa che costringerà a cambiare di nuovo le carte in tavola”.
Il riferimento, chiaramente, è alla pandemia di Coronavirus. Lo stesso motivo per cui il Volley club Orte in questi giorni non si sta allenando. “Un congiunto di un nostro tesserato è risultato positivo al Covid – spiega Madonna – quindi lui ha dovuto fare il tampone e noi ci siamo fermati tutti, in attesa di conoscere l’esito dell’esame”.
“Io penso che il campionato partirà, in un modo o nell’altro. Anche perché le società hanno già pagato iscrizioni e tasse varie. Ma non c’è nessuna certezza che arriveremo alla fine della stagione. Finché non si risolverà l’emergenza sanitaria, vivremo tutti appesi a un filo” è il giudizio secco del numero 1 della pallavolo ortana. Che però parla in termini molto positivi dell’operato della Fipav: “Sta dimostrando attenzione e presenza e ha articolato dei protocolli sanitari durissimi, ma fatti indubbiamente bene. Almeno da questo punto di vista, non ci possiamo lamentare”.
Una delle regole imposte dalla federazione è il test sierologico a tutti i tesserati, nella finestra temporale dal 19 al 30 ottobre. Madonna fa sapere che il Volley club ha già provveduto la settimana scorsa e l’esito è stato “negativo per tutti”. Ma questo “non è bastato a permetterci di continuare gli allenamenti, visto quello che è successo al parente del nostro giocatore”.
Il presidente dell’Orte parla anche di “paura sempre più forte a venire in palestra. Col contagio che si è diffuso praticamente ovunque, il rischio si tocca con mano. I nostri giocatori non sono dei professionisti e capisco che abbiano timore di prendersi il Covid per un’attività che non è indispensabile per la loro sopravvivenza. Anche tra i ragazzi del settore giovanile vedo che i genitori hanno sempre più paura a portare i figli in palestra. Mi dispiace, ma non posso biasimarli”.
Madonna, che di professione fa il medico, ritiene che l’attuale impennata dei casi di contagio non sia una seconda ondata, ma una recrudescenza di quella che è partita a febbraio. “Non abbiamo mai vissuto una fase a contagi zero – dice – e quest’estate c’erano state avvisaglie chiare di quello che sarebbe successo, coi focolai in Sardegna e le persone che tornavano dall’estero col Covid. Ci si poteva e doveva organizzare meglio”.
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