Roma – “La crescita del contagio non è mai stata così impetuosa. I positivi sono otto volte di più di tre settimane fa. Con questi numeri nessun sistema sanitario, tantomeno quello italiano, sarà capace di reggere”. A dirlo, come riferisce il Corriere della Sera, è il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri, commentando i nuovi casi di Covid-19 che si stanno registrando negli ultimi giorni in Italia.
Secondo quanto registrato da uno studio consegnato al governo dagli esperti dell’Istituto superiore della sanità, il nostro paese si starebbe avviando verso uno scenario di tipo 4, quello per il quale si deve valutare un lockdown totale. Massima attenzione dunque sui numeri e sull’indice di contagiosità.
“In questo scenario di tipo 4 – si legge nello studio – si hanno valori di Rt regionali prevalentemente e significativamente maggiori di 1.5 (ovvero con stime dell’intervallo di confidenza al 95% di Rt maggiore di 1.5). Uno scenario di questo tipo potrebbe portare rapidamente a una numerosità di casi elevata e chiari segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali, senza la possibilità di tracciare l’origine dei nuovi casi”. Questo, come riporta il Corriere della Sera, potrebbe comportare, “un sovraccarico dei servizi assistenziali entro 1-1.5 mesi, a meno che l’epidemia non si diffonda prevalentemente tra i più giovani, come osservato nel periodo di luglio e agosto 2020, e si riuscisse a proteggere le categorie più fragili come gli anziani”.
Le regioni sorvegliate speciali in cui rimane alto il livello d’allarme sono la Lombardia, la Campania, la Liguria, il Lazio e la Valle d’Aosta, a cui andrebbe ad aggiungersi anche la provincia autonoma di Bolzano.
“Appare piuttosto improbabile – si legge nello studio dell’Iss, riportato sul Corriere della Sera – riuscire a proteggere le categorie più fragili in presenza di un’epidemia caratterizzata da questi valori di trasmissibilità”. “In uno scenario nazionale di questo tipo – spiega – è presumibile che molte regioni siano classificate a rischio alto e, vista la velocità di diffusione e l’interconnessione tra le varie regioni, è improbabile che vi siano situazioni di rischio inferiore al moderato”. E infine: “Se la situazione di rischio alto dovesse persistere per un periodo di più di tre settimane, si rendono molto probabilmente necessarie misure di contenimento molto aggressive”.
Ci sarebbe tre settimane di tempo ancora, poi, se il contagio non diminuirà bisognerà valutare la misura più drastica.
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