Milano – La capitale economica d’Italia potrebbe presto chiudere i battenti.
Si parla di un possibile lockdown per Milano e l’intera area metropolitana a partire dal 2 novembre. Ma anche per altre città sorvegliate speciali in questa seconda ondata di Coronavirus, come Napoli, Roma, Bologna e Torino.
L’intenzione del governo, ribadita ieri sera dal premier Giuseppe Conte in un vertice a Palazzo Chigi, era quella di aspettare due settimane dall’ultimo dpcm del 24 ottobre, per valutare gli effetti delle nuove restrizioni e poi procedere con un nuovo decreto non prima del 7 novembre. Ma il virus corre e c’è la possibilità che una nuova stretta arrivi prima.
Eventualmente, consisterebbe nell’istituzione di zone rosse nelle regioni più colpite; divieto di spostarsi fuori regione in quelle dove l’indice Rt è oltre l’1,5; chiusure di alcune attività, come i centri commerciali nel weekend, già chiusi in alcune regioni per effetto di ordinanze che, a volte, hanno disposto anche il coprifuoco.
In tal caso si è proceduto a macchia di leopardo: tra le regioni che l’hanno ordinato, scatta in alcune alle 23, in altre alle 24. L’ipotesi potrebbe essere quella di anticiparlo alle 20, uscendo solo per necessità urgenti, muniti di autocertificazione.
Intanto il consenso di Conte comincia a incrinarsi, complice l’ultimo dpcm che ha disposto, tra l’altro, la chiusura di cinema, teatri, palestre e piscine. Il capo dell’esecutivo si è detto disponibile ad avviare modalità di confronto costanti con il Parlamento sui prossimi provvedimenti. In ballo anche la decisione sul tenere aperte le scuole o meno: la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina sembra essere rimasta sola a difendere a tutti i costi le lezioni in presenza.
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