Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Roma - Congelati conti, immobili, attività commerciali e autovetture: l'intero patrimonio di quello che la finanza definisce "imprenditore del narcotraffico"

Droga, maxi sequestro da quasi 2 milioni di euro

Condividi la notizia:

Roma - Il sequestro di beni della guardia di finanza

Roma – Il sequestro di beni della guardia di finanza

Roma - Il sequestro di beni della guardia di finanza

Roma – Il sequestro di beni della guardia di finanza

Roma - Il sequestro di beni della guardia di finanza

Roma – Il sequestro di beni della guardia di finanza

Roma – Sequestrati quasi 2 milioni di euro a narcotrafficante. 

Le fiamme gialle lo definiscono “imprenditore del narcotraffico”. In questi termini si parla di Cosimo Damiano Tassone, 51 anni, in una nota del comando provinciale della guardia di finanza di Roma. 

I militari hanno eseguito un provvedimento di sequestro di beni e capitali per 1,7 milioni di euro, tra attività commerciali, immobili, autovetture e disponibilità finanziarie. Il tutto riconducibile a Tassone, “narcotrafficante calabrese – scrivono i finanzieri – operante nella capitale a capo di una importante rete internazionale di trafficanti di sostanze stupefacenti”. 

“La figura del Tassone – prosegue la nota degli investigatori – era emersa nelle indagini condotte nell’ambito dell’operazione “Crazy Hill”, condotta dal II gruppo delle fiamme gialle e coordinata dalla Dda, che, nel 2015, aveva consentito di sgominare un potente sodalizio criminale con base a Roma e contatti operativi in Germania, Olanda, Spagna e Inghilterra, in grado di organizzare spedizioni via container o via aerea di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sud America (Colombia, Argentina e Brasile)”.

Un’organizzazione imponente, secondo le indagini, che si sono svolte tra il 2014 e il 2015. La finanza, nella sua nota, riepiloga che, in quel periodo, sono stati “effettuati sequestri per un ammontare complessivo di oltre mille kg di cocaina:
–    32 kg presso l’aeroporto di Malpensa;
–    42 kg all’aeroporto di Fiumicino;
–    16 Kg nel porto di Anversa (Belgio);
–    170 presso il porto di Rotterdam (Olanda);
–    317 kg nei porti di Emden e Amburgo (Germania);
–    450 kg nel porto di Gioia Tauro;
ed era stato accertato il tentativo di introdurre ulteriori 135 kg di cocaina in Italia presso il porto di Livorno”.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe avuto “ingenti risorse finanziarie, funzionali al perfezionamento delle importazioni (pagamento delle spedizioni via container,dei carichi di copertura, dei viaggi aerei e dei soggiorni all’estero degli intermediari), nonché al ripianamento delle perdite subite per le operazioni non concluse”.

“In un caso – continua il comunicato delle fiamme gialle – Tassone era stato filmato, all’interno del giardino di una delle ville oggi sequestrate, mentre sotterrava una valigia contenente denaro provento del narcotraffico e commentava al telefono ‘sti soldi …li sotterro’. In un altro caso era stato accertato che l’organizzazione, per il pagamento di una delle partite di droga sequestrata, aveva movimentato dall’Italia al Brasile, via Svizzera, attraverso una complessa operazione di riciclaggio, oltre 1,4 milioni di euro”.

Secondo le indagini dei finanzieri, come spiega il loro comunicato “la mancata consegna di una quota della somma dovuta aveva determinato una violenta reazione del boss che, durante un inequivocabile colloquio telefonico, aveva dato mandato agli associati di maggiore fiducia di intimidire pesantemente gli operatori finanziari coinvolti nell’attività illecita (“digli che se non mi portano altri 622.100 dollari, il primo che gli strappo la testa …noi non siamo imprenditori e se pensa di farla franca ha sbagliato persone”). Nella stessa circostanza, a conferma della caratura criminale del sodalizio, veniva trattenuto in Brasile, fino alla conclusione dell’intero passaggio della provvista di denaro, il figlio del garante dell’operazione”.

Per accertare l’entità del patrimonio di Tassone, la Dda ha delegato indagini patrimoniali alle fiamme gialle “proprio partendo da tali evidenze – si legge nel comunicato dei finanzieri – considerate le notevoli somme di denaro a disposizione dell’organizzazione e considerato che il capo, da anni, non risultava svolgere alcuna attività lavorativa”. 

“Le investigazioni, estese anche al nucleo familiare e ai suoi ‘prestanome’, hanno consentito di accertare la sussistenza di una significativa sproporzione tra i redditi dichiarati e il profilo economico dei soggetti – attesta la nota delle fiamme gialle -. A titolo esemplificativo, dal 2010 alla data dell’arresto del narcotrafficante, avvenuto nel 2015, sono stati individuati sui conti delle persone controllate versamenti in contanti per oltre 144mila euro, mentre dopo la sua cattura i versamenti si sono azzerati”.

“Nello stesso periodo – è scritto sulla nota – è stato accertato che il nucleo familiare monitorato ha acquisito il 50% del capitale di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di materiali di recupero, 4 terreni in provincia di Grosseto, 4 unità immobiliari a Roma (in zona Prenestina) successivamente ristrutturate con un mutuo di 100mila euro, le cui rate sono state pagate esclusivamente con versamenti in contanti ed ha ristrutturato un caseggiato rurale nel comune di Montecompatri (Roma), trasformandolo, di fatto, in un villino di pregio”.

Il tribunale di Roma ha disposto il sequestro finalizzato alla confisca dei beni acquisiti in un arco temporale nel quale Tassone e altri soggetti sottoposti ad accertamento non disponevano di mezzi finanziari sufficienti al loro pagamento. “Il provvedimento è stato notificato a Tassone nel carcere di Asti, dove è recluso a seguito di una condanna a 14 anni”, conclude il comunicato della finanza. 


Condividi la notizia:
7 novembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/