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Marco Ciorba (Fli) a 19 anni dalla morte

In ricordo di Falcone e Borsellino

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Falcone e Borsellino

Riceviamo e pubblichiamo – Diciannove anni fa Giovanni Falcone, insieme a sua moglie e gli agenti della scorta, era assassinato dalla mafia. Erano le 17,58 del 23 maggio 1992. Quel giorno ero ancora un ragazzino. Vidi mio padre guardare nervosamente la televisione.

Il mio sguardo si spostò sul piccolo schermo. Osservai immagini raccapriccianti di macerie, fumanti lamiere contorte e scene apocalittiche.

“Che succede?” domandai. “Falcone – rispose mio padre – hanno ammazzato Giovanni Falcone.”

A quel tempo ero giovanissimo ma capii subito che quel preciso istante sarebbe passato alla storia. Non tanto per i mille chili di tritolo ma perché in quel preciso istante, alle ore 17.58 del 23 maggio 1992, l’Italia aveva perso uno dei suoi uomini più valorosi. L’uomo che ha saputo combattere contro la mafia, l’uomo che la mafia temeva e per questo l’ha ammazzato.

Quel tragico evento fu momento di discussione e confronto tra gli amici e a scuola, confronto che generò passione politica, e con quegli amici decidemmo di aderire al Movimento Sociale italiano che si batteva contro la mafia e per la Legalità.

Da quel lontano 1992 non siamo ancora riusciti a debellare questo cancro che infetta la società italiana e per questo dobbiamo continuare a combattere e denunciare ogni tipo di mafia in tutta Italia, come i tanti che sacrificando le loro vite ci hanno insegnato.

Dobbiamo farlo anche qui, a Viterbo, nella nostra provincia, difendendo il territorio e le istituzioni dalle infiltrazioni criminali, e per raggiungere quest’obiettivo dobbiamo fare squadra senza distinzione di colore politico, perché chi fa politica, ho combatte per la Legalità o è mafioso.

Oggi, però, mi piace ricordare Giovanni Falcone insieme all’amico e collega Paolo Borsellino, in quella foto in bianco in nero che tutti conosciamo, mentre si scambiano un reciproco sorriso. E affinché quel sorriso duri per sempre, noi italiani, noi cittadini del mondo non dobbiamo dimenticare.

Marco Ciorba
Fli


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22 maggio, 2011

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