Viterbo – (g.f.) – “Centro antiviolenza, abbiamo dovuto aspettare tre anni…”. Chiara Frontini (Viterbo 2020) e il tempo fatto passare inutilmente dall’amministrazione comunale.
La delibera per l’istituzione e la gestione di nuovi centri antiviolenza e nuove case rifugio a sostegno di donne sole e con figli minori vittime di violenza è stata approvata, ma la capogruppo d’opposizione non può non far notare quanto tempo sia trascorso.
“Era novembre 2017 quando è stata pubblicata la graduatoria regionale – ricorda Frontini – il partner del progetto era l’associazione Erinna. Dopo quasi un anno, a fine agosto 2018, a Erinna non era ancora dato sapere quale fosse il futuro e da qui la scelta d’inviare la lettera in cui rinunciava.
Anche la regione ha condannato il comune per la latitanza. Perché avrebbe dovuto provvedere entro trenta giorni, quindi a Natale 2017. Invece siamo arrivati al 26 novembre del 2020”.
Erinna nel frattempo ha lasciato e palazzo dei Priori ha trovato un altro partner. “Ma la colpa non è certo di Erinna – precisa Frontini – si è perso molto tempo e una prova ne sia che nella proposta di delibera è riportato il nome del sindaco Leonardo Michelini”. Giusto per far capire quanto sia datata.
All’epoca, dall’associazione Erinna provarono a farsi sentire, appelli caduti nel vuoto. Adesso il progetto proseguire con un’associazione temporanea di scopo.
È tempo che il progetto decolli. “Bene che parta – commenta Lina Delle Monache (Obiettivo comune) – ma si è perso tanto tempo per un tema così delicato come un aiuto contro la violenza alle donne”.
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