Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L'irriverente - Ammesso pure che qualche studioso scopra cosa veramente sia il virus e dove, come, quando se ne andrà, rimarrà da capire il perché ce lo siamo beccato in quest’anno di disgrazia bisestile

Il Covid, Radio Maria e le chiese a orario ridotto…

di Renzo Trappolini
Condividi la notizia:

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Ammesso pure che qualche studioso – non di quelli da parata tv – scopra cosa veramente sia il Covid e dove, come, quando se ne andrà, rimarrà da capire il perché ce lo siamo beccato in quest’anno di disgrazia bisestile.

C’è chi pensa a complotti geopolitici, chi alla ribellione di una natura – dicono – stuprata dal progresso, chi alla solita punizione soprannaturale. Padre Livio Fanzaga, il direttore di Radio Maria (1.600.000 ascoltatori), in un colpo solo ha messo insieme vendetta divina, sviluppo insostenibile e arroganza di gente convinta di essere “la meglio” e di poter tutto dominare. Il coronavirus, cioè, “progetto criminale di élite mondiali” ispirato dal Diavolo il quale, si sa, è da sempre nemico giurato di Dio.

Il concetto ben si adatta alla logica di colpa-punizione di molti rapporti a suon di vendetta tra divinità e uomini: gli Dei dell’Olimpo prima, sempre irritati con qualcuno degli umani fino a far scoppiare ad esempio la guerra di Troia; il Dio della Bibbia in amore-odio col suo popolo eletto, gli ebrei; le penitenze medioevali per ottenere, con il perdono del Signore, la liberazione dalle pestilenze.

Per Padre Livio, dunque, il virus che ci ammorba altro non sarebbe che una reazione a quella che definisce “impostura anticristica” e che spiega essere il volersi mettere sopra al Creatore da parte di caste o popoli con l’ateismo praticato ed imposto.

Atteggiamento mai tollerato dalla divinità, neanche quando fu assunto da un prediletto come il re David, quello che da ragazzo con un tiro di fionda aveva abbattuto il gigante Golia e dalla cui stirpe nacque Gesù bambino.

David, infatti, all’apice del suo potere, volle a tutti i costi fare il censimento dei sudditi, una cosa che – e lo sapeva – avrebbe irritato moltissimo Dio, perché all’epoca, tremila anni fa, “contare le persone” aveva il significato di volerle considerare proprio possedimento assoluto.

Prima di punirlo, però, gli fu fatto scegliere fra tre castighi: carestia, fuga per tre mesi inseguito dai nemici o peste. David scelse quest’ultima, temendo di più un popolo affamato e l’imprevedibilità degli inseguitori se l’avessero raggiunto.

Vennero dunque la peste e settantamila morti. David si pentì e, per farsi perdonare, spese cinquanta monete per comprare terra, buoi e legna necessari a costruire un altare dove “offrire olocausti e sacrifici pacifici”.

Una sorta di ex voto, come quegli altari di alcune nostre chiese sopra i quali è scritto “Pro lue”, in ringraziamento cioè per la liberazione dal castigo di un’epidemia.

Sarà per evitare che a qualcuno venga in mente di ripetere tali interpretazioni e conseguenze che le chiese a Natale faranno orario ridotto?

Renzo Trappolini


Condividi la notizia:
3 dicembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/via-sandro-pertini-strada-pubblica-chiusa-con-sbarra/