Roma – Il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge Covid, che disegna la cornice delle misure sul Natale e in particolare delle limitazioni agli spostamenti. Il testo “blinda” Natale, Santo Stefano e Capodanno all’interno dei confini del comune di residenza, mentre tra il 21 dicembre e il 6 gennaio vengono vietati gli spostamenti tra le regioni, con il divieto di raggiungere le seconde case.
Al termine di una lunga giornata di trattative è passata dunque la linea dura voluta dal ministro della Salute, Roberto Speranza e da quello delle Autonomie, Francesco Boccia. E il nuovo decreto legge, di due soli articoli, approvato in nottata, serve a dare “copertura” proprio alla stretta natalizia, consentendo al premier Giuseppe Conte di firmare un dpcm che duri fino a 50 giorni (ora il limite è 30) e quindi di fissare la scadenza del decreto in vigore dal 4 dicembre anche oltre l’Epifania (tra le ipotesi c’è quella del 15 gennaio). Ma soprattutto, consente misure più rigide nelle festività, a prescindere dal “colore” delle regioni.
Prosegue intanto il lavoro sul dcpm, che Conte dovrebbe firmare nelle prossime ore e che sarà in vigore dal 4 dicembre. Viene confermato il sistema in tre fasce, con coprifuoco in tutta Italia dalle 22 e ristoranti chiusi in zona gialla dalle 18. Poi nei giorni tra Natale e l’Epifania nessun ammorbidimento, anzi: gli stop cresceranno e le misure si faranno ovunque più rigide. Dal 21 dicembre, infatti, non ci si potrà spostare tra regioni e province autonome se non per lavoro, salute e “situazioni di necessità”, oltre che per tornare nella propria residenza, domicilio o abitazione. Altra novità, se sarà confermata, riguarda i raduni nelle abitazioni private. Oltre alla “forte raccomandazione a non ospitare persone non conviventi”, il governo starebbe pensando di porre un tetto agli inviti: non più di 10 persone.
Ad infiammare gli animi, nella notte, la discussione sul divieto di uscire dal proprio comune di residenza il 25 e il 26 dicembre e l’1 gennaio, che secondo le ministre di Italia viva Teresa Bellanova ed Elena Bonetti dovrebbe essere eliminato. Fermo il no, senza appello, dei capidelegazione di Pd Dario Franceschini, M5s Alfonso Bonafede e Leu Roberto Speranza.
Sul fronte scuola, dopo un’animata discussione il cdm ha deciso di confermare, ma all’interno del prossimo dpcm, lo stop alle lezioni in presenza alle superiori fino al 7 gennaio, quando dovrebbe tornare in classe il 50 per cento degli studenti.
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