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Roma - Il presidente del consiglio: "Sei manager per 60 progetti del Recovery Fund. Italia più competitiva e inclusiva"

Conte: “Il mio governo non cadrà sul Mes”

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Giuseppe Conte

Giuseppe Conte

Roma – “Il mio governo non cadrà sul Mes”. Il premier Giuseppe Conte affida a Repubblica, in una lunga intervista, il messaggio che intende lanciare a chiunque metta in dubbio la sua capacità di guidare il paese anche nel 2021. L’anno della ricostruzione, anche in termini economici.

La riforma del Fondo salva stati messa in discussione da parte della maggioranza e dall’opposizione non sembra preoccupare il presidente del consiglio che è convinto che in parlamento sarà approvata. “Il voto della prossima settimana è sulla riforma – sottolinea -, non sul suo utilizzo”.

Ed appare sicuro che la riforma verrà approvata grazie alla svolta europeista del M5s: “Siamo in guerra con il virus, ma ora inizia la ricostruzione nel segno dell’Europa e sarà il mio governo a guidarla perché non cadrò sul Mes”, prosegue. Conte non teme il voto del prossimo 9 dicembre in parlamento “perché il M5s sta completando la svolta pro-Ue”.

“La votazione riguarda alcune modifiche che, grazie anche al contributo dell’Italia, sono servite a migliorare un meccanismo già esistente dal 2012 – spiega -. Guido un governo europeista, saremo protagonisti della riforma del Mes e del Recovery Fund assieme a Berlino e Parigi”. 

Sulla linea di prestiti europea, Conte spiega: “Lunedì ci ritroveremo con i ministri per approvare il budget del Recovery Fund con tutti gli appostamenti. Dopo le 6 linee guida già condivise con il parlamento, approfondiremo anche la sessantina di progetti che hanno superato il vaglio preliminare e che sono ormai in dirittura finale. Li raggrupperemo in 17 cluster”. Esprimeranno prosegue “una chiara visione del paese” individuando, le “carenze strutturali” da superare.

E infine annuncia: “Vi sarà, come anche ci chiede la Ue, un comitato ristretto deputato a vigilare con costanza tutta la fase attuativa. Ne faremo parte io, il ministro dell’Economia e il ministro dello Sviluppo Economico”. La supervisione tecnica dell’attuazione “sarà affidata a una struttura composta da sei manager, assistiti da uno staff dotato delle necessarie competenze professionali”. Alcuni dei progetti “saranno centralizzati, altri avranno una dimensione capillare sul territori”: dal potenziare l’offerta degli asili nido “offrendo servizi per 750 mila bambini” a un vasto programma di efficientamento energetico, cablaggio e messa in sicurezza degli edifici pubblici, a partire da scuole e ospedali cui sarà dedicato quasi il 10% delle risorse del piano”. I 60 progetti “li abbiamo selezionati con l’obiettivo di rendere il paese, al contempo, più competitivo e più inclusivo”. La parte del leone la faranno il green e il digitale, ma molti progetti saranno mirati a “eliminare le diseguaglianze, incluse quelle di genere e territoriali”. 


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5 dicembre, 2020

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