| Gli arrestati |
– Reclutate con la promessa di un lavoro in Italia e avviate alla prostituzione.
L’ennesima banda del mercato del sesso è stata sgominata da polizia e carabinieri. L’operazione, condotta dalla squadra mobile di Viterbo e dai carabinieri di Montefiascone, è scattata nell’hinterland perugino (video).
Quattro gli arrestati, due romeni e due italiani, tutti accusati di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione, anche minorile. Gli investigatori l’hanno ribattezzata “operazione Hot Line 2”. Seguito di un’inchiesta viterbese su un giro di appartamenti a luci rosse, nel capoluogo e a Montefiascone.
La vecchia indagine è proseguita nel novembre 2011 con una sterminata mole di intercettazioni, che hanno portato al presunto capo del sodalizio: R. L., 40enne di Magione (Perugia). “L’operaio – ha spiegato il tenente Marco Angeli, nuovo comandante dei carabinieri di Montefiascone – aveva frequenti contatti con un albergatore di San Lorenzo Nuovo: Roldano Baglioni, arrestato nella precedente operazione Hot line insieme ad altre due persone”.
A R. L. servivano donne. Manodopera giovane e di bella presenza da avviare al mercato della prostituzione. Per questo avrebbe contattato Baglioni, rivolgendosi anche altri tre soggetti: D. M., C. L. e H. O.. Tutti presunti affiliati del nuovo sodalizio, gravitante non più nel Viterbese, ma a Perugia.
I magistrati umbri hanno ricostruito nel dettaglio l’organigramma del gruppo. Un’associazione a delinquere in piena regola, in cui ognuno aveva il suo compito. C’erano gli intermediari, che adescavano le ragazze in Romania, per lo più nei night, con la promessa di un lavoro in Italia. E poi, chi finanziava l’attività di intermediazione, mettendo a disposizione case e auto.
Un traffico stroncato in due blitz. Il primo, del 2 marzo scorso, ha portato all’arresto di R. L. e dell’intermediario D. M.. Il secondo, di tre giorni fa, ha consentito di bloccare gli altri due: il 40enne C. L., finanziatore del gruppo, originario di Deruta (Perugia) e l’altro intermediario, il 31enne romeno, H. O.
R. L. e D. M. sono stati fermati di ritorno da un viaggio in Romania. Avevano appena prelevato due ragazze, di cui una minorenne, da far prostituire in Italia, sottraendo loro documenti e cellulari.
“La perfetta sinergia con i carabinieri ha portato a stroncare il traffico sul nascere – ha spiegato il capo della squadra mobile di Viterbo Fabio Zampaglione -. Siamo riusciti ad agire in prima che fosse troppo tardi. Le ragazze sono state liberate e affidate ai servizi sociali”.
Le ordinanze di custodia cautelare, richieste dal pm Giuseppe Petrazzini, sono state emesse dal gip di Perugia Luca Semeraro.
Dei quattro, detenuti nel carcere perugino, solo R. L. e H. O. hanno precedenti per sfruttamento della prostituzione. Gli altri due risultano incensurati.
Stefania Moretti
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