Roma – Anche i vice procuratori onorari viterbesi al flash mob davanti alla Cassazione.
Stamattina la protesta dei magistrati onorari, sotto il complesso monumentale dove ha sede la Suprema Corte, a piazza Cavour, Roma.
L’iniziativa è stata organizzata contro quello che le toghe onorarie definiscono “caporalato di Stato”: una situazione di precariato perenne e un trattamento economico che non corrisponde al carico di lavoro.
Si sono dati appuntamento stamattina a piazza Cavour, era circa un centinaio, toghe indossate o sul braccio, cartelli e rose gialle in mano e un grande striscione con scritto in rosso: “La legge è uguale per tutti, ma non per il magistrato onorario”.
Sotto questa frase, una dichiarazione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, del 19 novembre scorso: “La magistratura onoraria… ha la finalità di contenere il numero dei togati, pena la perdita di prestigio e la riduzione delle retribuzioni della magistratura professionale”.
Le toghe onorarie smaltiscono molto del carico dei tribunali civili e penali, sostenendo la pubblica accusa alle udienze monocratiche.
Il flash mob romano è solo l’ultima di una serie di mobilitazioni in corso in questi giorni a livello nazionale. Ieri è stata la volta di Cagliari. A Palermo due magistrate sono in sciopero della fame.
L’Associazione nazionale magistrati (Anm) ha espresso solidarietà alle toghe onorarie con una nota: “Si susseguono in questi giorni manifestazioni di protesta dei magistrati onorari in servizio che, lamentando un contesto di incertezza di tutele e di precarietà sul piano previdenziale e retributivo, reclamano il riconoscimento della dignità della funzione”.
“Pur considerando la non esclusività del rapporto con l’amministrazione della giustizia e la possibilità di
svolgimento di altre concomitanti attività professionali – prosegue l’Anm – in sintonia peraltro con la temporaneità dell’incarico conferito, l’Associazione nazionale magistrati esprime la ferma convinzione che non debba essere svilito il ruolo e quindi dimenticato l’importante contributo fornito dai giudici e dai pubblici ministeri onorari. Per queste ragioni, l’associazione esprime solidarietà per il disagio della categoria e auspica che il governo e il Parlamento reperiscano le risorse finanziarie necessarie ad approntare le più opportune tutele economiche, previdenziali e sociali”.
Presente al flashmob di Roma, in segno di vicinanza ai magistrati onorari, Eugenio Albamonte, pm e segretario di Area, gruppo dei giudici progressisti.
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