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Cronaca - Gli uomini della guardia di finanza e della marina militare l'hanno fatta brillare - VIDEO

Trovata bomba della Seconda guerra mondiale a Tarquinia

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Tarquinia - L'ordigno bellico ritrovato in mare viene fatto brillare

Tarquinia – L’ordigno bellico ritrovato in mare viene fatto brillare

Tarquinia - L'ordigno bellico ritrovato in mare viene fatto brillare

Tarquinia – L’ordigno bellico ritrovato in mare viene fatto brillare

Tarquinia - Ritrovato ordigno bellico in mare

Tarquinia – Ritrovato ordigno bellico in mare

Tarquinia - Ritrovato ordigno bellico in mare

Tarquinia – Ritrovato ordigno bellico in mare

Tarquinia - Ritrovato ordigno bellico in mare

Tarquinia – Ritrovato ordigno bellico in mare

Tarquinia – Trovata bomba della seconda guerra mondiale a Tarquinia.

L’11 dicembre i militari della guardia di finanza e della marina militare hanno rimosso e fatto brillare una bomba di un aereo della Seconda guerra mondiale, rinvenuta in mare, nelle acque antistanti la località “Le Saline”, nel comune di Tarquinia.

Nel corso delle molteplici attività operative svolte nel settore della polizia marittima, dai sommozzatori della stazione navale della guardia di finanza di Civitavecchia, è stato rinvenuto, nei giorni scorsi, un ordigno bellico mimetizzato tra la posidonia e le rocce dei fondali del comune di Tarquinia.

I finanzieri, grazie all’ausilio di speciali metal detector, hanno rintracciato un manufatto metallico cilindrico dalle dimensioni di 70 centimetri circa di lunghezza ed un diametro di 30 centimetri, visivamente ricoperto di concrezioni marine.

La particolarità del ritrovamento ha fatto immediatamente ipotizzare che si trattasse di una bomba di aereo da 250 libbre circa, evidentemente dormiente da decenni nella zona delle Saline.

Immediatamente è stata allertata la prefettura di Viterbo che ha disposto l’intervento d’urgenza dei palombari del nucleo Sminamento difesa antimezzi insidiosi (Sdai) di La Spezia del comando subacquei ed incursori della marina militare (Comsubin), per mettere in sicurezza e permettere la libera fruibilità dello specchio acqueo interessato.

L’ordigno, localizzato ad una profondità di circa 10 metri in un punto costiero interessato da attività di pesca, è risultato essere una bomba d’aereo americana tipo “Mkii Miii”, contenente 161 chili di Tnt, risalente ai massicci bombardamenti condotti dalle forze alleate durante la Seconda guerra mondiale.

“Gli operatori dello Sdai – si legge nella nota della finanza – con l’ausilio dei palloni di sollevamento, hanno dapprima imbracato e rimosso dal fondale l’ordigno che, successivamente, è stato trasportato in una zona di sicurezza, individuata unitamente alla competente autorità marittima. Tutte le fasi di recupero e trasporto dell’ordigno sono state seguite ed assistite dai mezzi navali della stazione navale della Guardia di Finanza, che hanno garantito la necessaria cornice di sicurezza alle operazioni”.

Le attività effettuate dai palombari della marina militare italiana, sono avvenute nel pieno rispetto delle consolidate procedure atte a neutralizzare la pericolosità dell’ordigno mediante la distruzione con apposita contro-carica esplosiva.

Le delicate operazioni subacquee di localizzazione, riconoscimento, rimozione e distruzione compiute nelle acque antistanti Tarquinia Lido, sono avvenute in sinergia tra la componente subacquea della marina militare e della guardia di finanza e hanno visto la partecipazione delle motovedette della direzione marittima di Civitavecchia.

“Tutte le attività di recupero  – si legge nella nota – sono avvenute nel rispetto dell’ecosistema marino e della sua preservazione, ponendo in essere ogni accorgimento per evitare danni a cose e persone.

È bene ricordare a chiunque dovesse trovare oggetti che per forme e dimensioni possano ricondurre ad un ordigno esplosivo o parti di esso, che questi manufatti possono essere molto pericolosi e pertanto non devono essere toccati o manomessi in alcun modo. Per questa ragione si auspica che in tali circostanze venga immediatamente sporta denuncia del ritrovamento al più vicino ufficio di polizia o alla locale capitaneria di porto, così da consentire l’intervento degli specialisti della Marina al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza del nostro mare o delle acque interne, siano essi laghi o fiumi.


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15 dicembre, 2020

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