Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Coronavirus - Il premier intende permettere gli spostamenti per vedere parenti anziani - Oggi nuovo vertice a palazzo Chigi

Natale in “lockdown” per gli italiani, ma Conte vuole delle deroghe

Condividi la notizia:


Il presidente del consiglio Giuseppe Conte

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte

Roma – La decisione ufficiale è attesa per oggi. E anche se tutte le ipotesi sarebbero ancora sul tavolo, sembra sempre più probabile che gli italiani saranno in lockdown per le feste di Natale. Otto giorni pressoché chiusi in casa, perché l’Italia dal 24 dicembre al 3 gennaio – o forse fino al 6 – sarà tutta in fascia rossa. Nei giorni festivi e prefestivi, cioè la vigilia, Natale, Santo Stefano, domenica 27 e mercoledì 31 dicembre, Capodanno, 2 e 3 gennaio, ristoranti e bar saranno chiusi tutto il giorno, le saracinesche dei negozi dovranno restare abbassate e gli spostamenti saranno vietati anche dentro il proprio comune. Di fatto, si potrebbe uscire da casa solo per fare attività motoria, ma “in prossimità della propria abitazione” o attività sportiva “in forma individuale”, per  accudire persone non autosufficienti e per motivi di necessità, lavoro o urgenza. Solo per tre giorni le misure potrebbero essere quelle delle zone gialle. Il 28, il 29 e il 30 dicembre si potrà uscire liberamente dalle 5 alle dieci della sera, i negozi saranno aperti e bar, ristoranti, pasticcerie e pub chiuderanno alle 18. Il coprifuoco dunque resta fissato alle 22, ma nel governo c’è chi chiede di anticiparlo alle 20.

Ci sarebbe però sul tavolo del nuovo vertice in programma per oggi a palazzo Chigi, anche un secondo possibile scenario, quello caldeggiato dal presidente del consiglio Giuseppe Conte: Italia in zona rossa solo il 24, 25, 26, 31 dicembre e l’1 gennaio. Nel resto dei giorni resterebbero le misure previste dalla fascia arancione. Una soluzione “più morbida” che i rigoristi ritengono non sufficiente per arrivare con un numero di contagiati accettabile ad affrontare quella terza ondata che gli scienziati sembrano dare ormai per scontata. A suggerire la stretta sono stati gli scienziati del comitato tecnico scientifico, che si dicono “molto preoccupati” per gli assembramenti e gli incontri nelle case.

Il governo, a quanto si apprende da fonti dell’esecutivo, starebbe comunque valutando la possibilità di una deroga al divieto di spostamenti tra comuni – ed eventualmente anche all’interno di uno stesso comune in caso di ripristino della zona rossa – per i congiunti più stretti in occasione cenone della vigilia di Natale e del pranzo del 25. La deroga, in ogni caso, riguarderebbe un numero strettissimo di congiunti: due, secondo le stesse fonti. 


Condividi la notizia:
17 dicembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/