Viterbo – Il Coronavirus cambia il rapporto tra l’individuo e l’arte. Lo rimodula, in parte rivoluziona, ma non lo interrompe. In quest’ottica è stata presentata questa mattina la mostra ‘100 volte Fellini’, dedicata al grande cineasta riminese. Una conferenza in streaming, causa pandemia, per presentare una mostra che sarebbe dovuta essere fruibile in presenza ma che, per via dell’emergenza sanitaria, incontrerà il pubblico sotto un’altra forma.
La mostra infatti rispetterà le misure anti-Covid e sarà lei stessa a entrare nelle case delle persone. Tutto il materiale raccolto è stato infatti rimodulato e montato per dare vita a un documentario.
L’iniziativa su Fellini nasce da un’idea del Rotary Civitavecchia, presieduto da Antonello Rambotti, ed è stata poi accolta dal Rotary Viterbo con la presidenza di Simona Tartaglia.
“L’idea della mostra – ha spiegato Simona Tartaglia – è stata lanciata da Antonello Rambotti e noi come club abbiamo subito spostato l’iniziativa. Il comune di Viterbo ci aveva messo a disposizione la chiesa degli Almadiani per esporre le opere nel mese di dicembre. Avevamo pensato a conferenze, proiezioni con il Cinema Lux, al coinvolgimento degli studenti dell’Orioli e dell’università della Tuscia. Poi, per via dell’emergenza sanitaria, abbiamo dovuto pensare a un piano b. E così racconteremo Fellini con un documentario. Gran parte del materiale è inedito e potrà arricchire il mondo della cultura“.
“Naturalmente – ha aggiunto la presidente del Rotary club Viterbo – abbiamo fatto una corsa con il tempo perché una mostra si può allestire in pochi giorni, ma per girare un documentario ci vuole tempo anche solo per organizzare gli spostamenti e il montaggio”.
Simona Tartaglia ha spiegato che tra i contributi ci sarà anche quello di Pierluigi Innocenti, specialista del sonno che illustrerà la parte onirica di Fellini. Il ringraziamento poi agli studenti. “Coinvolgere i giovani – ha concluso nel suo intervento – è fare cultura e il cinema è una fonte di cultura”.
Il documentario, come spiegato in conferenza stampa, sarà presentato sulla pagina social del comune e del Rotary club Viterbo e Civitavecchia nella giornata del 22 dicembre. Online da oggi, sempre sui social, un trailer che ne anticipa i contenuti.
A guidare il racconto sarà Antonello Ricci. Il documentario prevede due versioni. La prima sottotitolata per non udenti. La seconda per non vedenti. Parte del materiale messo a disposizione proviene anche da archivi privati, quello di Gian Tito Burchiellaro, di Leo Catozzo e della collezione Baglivo.
“La famiglia Catozzo – ha spiegato Antonello Rambotti – ha avuto molto materiale in eredità dal padre. Sono elementi che provengono da una frequentazione diretta con Fellini. Leo Catozzo è stato un montatore molto importante per il regista. Ha fatto 4 film con Fellini, di cui tre Premi Oscar. Analizzando questi contenuti si vede l’uomo Fellini con tutte le sue peculiarità”.
Rambotti ha precisato che la mostra doveva essere in presenza già il 28 novembre scorso a Civitavecchia e che poi sarebbe dovuta arrivare a Viterbo in questi giorni. Appuntamenti che sono saltati per il Coronavirus, ma l’idea è quella di ripresentare tutto il materiale a primavera in presenza.
A intervenire anche il sindaco Giovanni Arena che ha sottolineato l’importanza di un’iniziativa che “mette ancora una volta in luce il profondo legame tra il regista riminese e la città di Viterbo, da lui scelta per tanti lavori”.
L’assessore alla Cultura Marco De Carolis ha invece ribadito l’importanza della cultura per il territorio e per i giovani. “Quest’anno – ha detto l’assessore – ci siamo dovuti inventare un Natale in streaming. L’idea di questa mostra nasce per il centenario della nascita di Fellini. Un lavoro che ricorda quanto sia importante dare sostegno a queste attività sul territorio.La cultura è importante sotto tanti aspetti aspetti, non ultimo quello economico e quello della crescita dei giovani”.
Per la realizzazione del documentario sono stati coinvolti anche i ragazzi del liceo artistico Orioli e dell’università della Tuscia. E’ stato creato un concorso indirizzato agli studenti dell’ultimo anno del liceo artistico Orioli che hanno realizzato opere (disegni, bozzetti o altro) ispirate alla figura di Fellini.
I ragazzi dell’università della Tuscia invece sono stati coinvolti attraverso la didattica a distanza in una serie di incontri per pianificare, analizzare il lavoro e proporre idee di diffusione adatte a un pubblico più giovane.
In conferenza stampa anche la dirigente scolastica dell’Orioli Simonetta Pachella e Cinzia Pace. Per l’università il professore Nencioni.
Dall’Orioli è stato spiegato che le opere dei ragazzi saranno valutate da una giuria e che a breve, pandemia permettendo, verrà specificato quando avverrà la premiazione.
La dirigente Pachella ha sottolineato l’impegno dei ragazzi e il buon materiale da loro prodotto. Un impegno che il professor Nencioni ha riscontrato anche all’università.
I loro lavori saranno anche pubblicati sulle pagine social del Rotary e gli utenti potranno votare il preferito.
Alla conclusione della conferenza anche un’ipotesi. Grazie alla grande mole del materiale raccolto, il Rotary potrebbe lavorare anche a un secondo documentario. “Un progetto specifico per le scuole”, ha precisato Simona Tartaglia.
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