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Coronavirus - L'Istituto nazionale per le malattie infettive: "Era già accaduto dopo l'estate. Il ceppo attuale è una mutazione spagnola"

Variante inglese, lo Spallanzani: “Finora nessuna alterazione preoccupante”

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Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani

Istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani

Roma – “Finora non si è verificata nessuna alterazione preoccupante della virulenza, ma bisogna mantenere alta l’attenzione. Nel laboratorio di virologia dello Spallanzani è in corso la caratterizzazione della positività dei viaggiatori provenienti dall’Inghilterra”. A sottolinearlo la direzione sanitaria dell’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, in merito alla variante inglese del coronavirus Sars-CoV-2. 

Stando a quanto si apprende, la forma mutata del Covid non dovrebbe destare eccessiva preoccupazione, perché durante questa pandemia è già accaduto: “I virus mutati sono un’evenienza che si è già verificata in questa pandemia”, puntualizzano dall’Istituto.

“Ad esempio – ricordano gli esperti del centro di riferimento per le malattie infettive – subito dopo l’estate il ceppo predominante in Europa, compresa l’Italia, è stata una variante probabilmente introdotta dalla Spagna. E’ verosimile che in futuro si possano verificare altre varianti che saranno da sorvegliare con attenzione per verificare i cambiamenti di rilievo”.


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21 dicembre, 2020

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