Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La soppressione dell’articolo 108 della legge di bilancio è una buona notizia perché evita a migliaia di realtà del terzo settore di essere spazzate via dal venire considerate enti commerciali. La notizia è buona, ma non sufficiente.
Non lo è perché una larga fetta di terzo settore, che si occupa di socialità e cultura, resta di fatto chiusa laddove sono aperti bar e ristoranti.
La salute viene prima di tutto, ma con tutto il rispetto per gli esercizi pubblici, dove è possibile aprire in sicurezza, non si facciano discriminazioni, specie verso realtà di cui c’è molto bisogno di fronte alla crescita di tanta solitudine.
Inoltre serve coinvolgere proprio il terzo settore nel capire come garantire la sicurezza della salute, ma garantendo anche socialità e servizi sociosanitari a sostegno dello stare a casa o in luoghi e momenti protetti, specie con persone e famiglie più fragili. Soprattutto laddove si ritenesse di dover prolungare misure di chiusura per diverso tempo.
Infine non lo è perché serve subito il tavolo fiscale richiesto come Forum del terzo settore, per semplificare alcuni aspetti fondamentali e impedire altre future possibili proposte di norme errate come quella sull’Iva ora soppressa o come quella sull’Ires del precedente esecutivo.
Sanzio Patacchini
presidente provinciale Acli Viterbo
Renzo Salvatori
consigliere nazionale Acli
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