Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Lettere - Viterbo - Daniela Bizzarri scrive al prefetto, raccontando del travagliato rilascio della cartella clinica di una sua parente

“Sono risultata persona non gradita…”

Condividi la notizia:


Daniela Bizzarri

Daniela Bizzarri

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Daniela Bizzarri indirizzata al prefetto di Viterbo – Con la presente intendo metterla al corrente, in quanto per come la conosco è una persona molto sensibile, di quanto accadutomi della giornata del 23 dicembre 2020.

Faccio un piccolo riepilogo: da circa due mesi sono stata sempre accanto a una zia, che oltre ad abitare vicino a me, vive sola, perché i figli abitano in Sicilia e purtroppo le è stato riscontrato una carcinoma maligno alla lingua e ai linfonodi sottostanti la gola.

È stata operata urgentemente dal dottor Claudio Viti e assistita da tutto lo staff di otorino, che non finiremo mai di ringraziare per la competenza, la delicatezza ma sopratutto la gentilezza.

Finito il decorso post operatorio e la convalescenza, doveva iniziare la radioterapia e la chemioterapia al bisogno. Giustamente i figli se la sono portata in Sicilia per assisterla nel percorso di terapie che i medici avevano definito molto invasive. Pertanto hanno lasciato a me la delega per ritirare la cartella clinica, elemento necessario per iniziare la cura.

Nonostante le varie telefonate e solleciti ci è voluto un mese preciso per essere chiamata al ritiro. E qui è iniziato il mio percorso durato circa tre ore.

In effetti mia zia non aveva compilato in modo preciso la delega, però c’era il mio nome e soprattutto la sua firma, e io ho provveduto al mio riconoscimento con un documento. Le addette dopo un consulto mi hanno rifiutato il ritiro, in quanto la procedura non era corretta e mancava il documento della zia.

Ovviamente ho insistito spiegando la gravità del caso, ho detto che mi sarei fatta mandare il documento della zia su whatsapp, ma tutto è scivolata nell’indifferenza. Ho allora contattato il dottor Claudio Viti, il quale mi ha detto che avrebbe immediatamente fatto scendere un medico del suo staff, perché era veramente un caso grave.

È pertanto venuto in mio soccorso il dottor Delio Fagotto, il quale ha nuovamente spiegato il motivo dell’urgenza e che avrebbe firmato anche lui, prendendosene la responsabilità. Sempre dopo un’altra consultazione, anche al medico è stato rifiutato il ritiro.

Il dottor Fagotto, non credendo a quello che stesse accadendo, ha chiesto di poter parlare con un responsabile. Dopo una lunga attesa è sceso addirittura il direttore sanitario Antonella Proietti, che ha rassicurato il medico e rivolgendosi a me e riconoscendomi ha precisato che avrebbe risolto il problema. Ed è stato lì che la politica si è inserita in una cosa così grave, delicata e indispensabile.

Facendo un’associazione di nomi, sono risultata persona non gradita e in un delirio di onnipotenza la direttrice sanitaria ha dichiarato che era necessario seguire la procedura. Non si stupisca eccellenza, sì, è accaduto proprio questo.

Credo che quando la politica ha il “pelo sullo stomaco”, antepone il bene comune, il benessere dei cittadini, a mere ideologie o diatribe politiche, hanno ragione le persone che perdono la fiducia nei valori che dovrebbero avere chi amministra a vario titolo la cosa pubblica, e che “gli si rivolta lo stomaco”.

Mentre stavo andando via mi ha chiamato il dottor Viti, il quale era stato contattato dalla dottoressa Cassano della direzione sanitaria, chiedendo che se il whatsapp fosse stato mandato a lui si sarebbe provveduto a farmi ritirare la cartella clinica. Ancora una volta lo ho ringraziato infinitamente, ma se era necessario seguire la procedura, questo sarebbe stato fatto.

Nel frattempo avevo chiamato i miei cugini in Sicilia, invitandoli a mandarmi per e mail delega scritta e firmata in modo corretto e copia del documento. Nel pomeriggio ho provveduto a stampare il tutto è procedere finalmente al ritiro della cartella clinica.

Ovviamente i miei cugini si sono riproposti di adire le vie legali, se tali e tanti ritardi pregiudicheranno in qualche modo la guarigione della gravissima patologia della madre. 

In ultimo, eccellenza, mi è stato riferito, che circolano voci insistenti che ci sono persone che a Belcolle per anticipare la chemioterapia dei propri cari devono rivolgersi alla politica.

Io non ho voluto crederci fino a oggi, in realtà, visto come sono stata trattata di fronte a una cosa di estrema gravità, mi sembra una voce plausibile, e spero che qualcuno se ne possa accertare. Pensare che dovevo ritirare solo una cartella clinica, non oso immaginare il comportamento in situazioni più gravi…
Grazie eccellenza e nell’occasione porgo deferenti ossequi.

Daniela Bizzarri


Condividi la notizia:
28 dicembre, 2020

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/