(g.f.) – Un’odissea, l’ennesima per i pendolari della Tuscia che da Orte si spostano verso la capitale per lavoro, utilizzando come mezzo i treni.
Stamani l’intercity 581 partito da Orte intorno alle 6 è arrivato a Roma alle 9,20. Tre ore e venti minuti per coprire un tratto per il quale occorrono quaranta minuti, come da orario di Trenitalia.
“Siamo partiti alle 6 da Orte – racconta un passeggero, Claudio Spiriti di Corchiano – ma subito dopo la prima galleria il treno si è bloccato e ha fatto marcia indietro”.
Non si sa bene per quale ragione. “Si parlava – continua Spiriti – di uno scambio bloccato o di un errore, quindi siamo passati sulla linea lenta.
Il nostro treno nel frattempo è stato soppresso. Siamo rimasti tutti ammassati nei convogli, senza comunicazioni, nessuno ci ha detto nulla.
A Fara Sabina qualcuno ha cominciato pure a sentirsi male perché mancava l’aria, tanto che il treno si è fermato, aprendo le porte per far entrare aria”.
A quel punto è salito il capotreno. “Si è scusato – ricorda Spiriti – è stato gentile, ma non ci ha dato alcuna spiegazione. Forse i binari erano ghiacciati, ma evidentemente soltanto per noi, non per Italo e Freccia Rossa che hanno continuato a viaggiare sulla linea veloce.
Alla fine alle 9,20 siamo arrivati, ma senza capire il perché del disagio sopportato. E’ assurdo.
Io viaggio non spesso, ma per chi ogni giorno prende il treno per andare a lavorare deve essere qualcosa di allucinante”.
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