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Roma - Il pontefice alla messa del 6 gennaio nella basilica di San Pietro: "La vita non è una dimostrazione di abilità"

Epifania, papa Francesco: “Non permettiamo che i fallimenti ci scoraggino”

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Roma – “Come i Magi, anche noi dobbiamo lasciarci istruire dal cammino della vita, segnato dalle inevitabili difficoltà del viaggio. Non permettiamo che le stanchezze, le cadute e i fallimenti ci gettino nello scoraggiamento”. A dirlo in occasione della messa dell’Epifania nella basilica di San Pietro, papa Francesco. “La vita non è una dimostrazione di abilità”, ha aggiunto.


Papa Francesco

Papa Francesco


“Non è spontaneo in noi l’atteggiamento di adorare Dio”, ha osservato. “L’essere umano ha bisogno, sì, di adorare, ma rischia di sbagliare obiettivo. Infatti, se non adora Dio, adorerà degli idoli, e invece che credente diventerà idolatra”, ha detto il Papa. “O Dio o gli idoli”, ha aggiunto ‘a braccio’, “o, per usare un’espressione francese, chi non adora dio adora il diavolo”.  Secondo il Pontefice, “nella nostra epoca è particolarmente necessario che, sia singolarmente che comunitariamente, dedichiamo più tempo all’adorazione, imparando sempre meglio a contemplare il signore”. 

Il pontefice ha poi aggiunto: “Oggi, pertanto, ci mettiamo alla scuola dei magi, per trarne alcuni insegnamenti utili: come loro, vogliamo prostrarci e adorare il Signore”.  

“Per adorare il Signore  bisogna anzitutto ‘alzare gli occhi’: non lasciarsi cioè imprigionare dai fantasmi interiori che spengono la speranza, e non fare dei problemi e delle difficoltà il centro della propria esistenza”, ha spiegato il papa. “Ciò non vuol dire negare la realtà – ha anche detto -, fingendo o illudendosi che tutto vada bene. Si tratta invece di guardare in modo nuovo i problemi e le angosce”.  

Secondo papa Francesco, “come i magi, anche noi dobbiamo lasciarci istruire dal cammino della vita, segnato dalle inevitabili difficoltà del viaggio. Non permettiamo che le stanchezze, le cadute e i fallimenti ci gettino nello scoraggiamento. Riconoscendoli invece con umiltà, dobbiamo farne occasione per progredire verso il Signore Gesù”. 

“La vita non è una dimostrazione di abilità – ha concluso -, ma un viaggio verso colui che ci ama. Noi non dobbiamo in ogni passo della vita far vedere la tessera delle virtù che abbiamo: con umiltà dobbiamo andare verso il Signore”. 

Durante la celebrazione è stata annunciata la data della Pasqua: domenica 4 aprile. Annunciate anche le altre ricorrenze liturgiche: il mercoledì delle Ceneri (17 febbraio) con l’inizio della Quaresima; l’Ascensione del Signore, il 13 maggio; la Pentecoste, il 23 maggio; la prima domenica di Avvento, il 28 novembre.  


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6 gennaio, 2021

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