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Consiglio comunale - Show di Gabbianelli sul piano regolatore e la sua storia infinita

“Otto anni buttati al vento”

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L'intervento di Gabbianelli dal suo vecchio posto da consigliere

L'intervento di Gabbianelli dal suo vecchio posto da consigliere

Francesco Guancini

Francesco Guancini

– “Otto anni buttati al vento”. Viterbo e la storia infinita del nuovo piano regolatore.

Con Giulio Marini appena insediato sembrava un obiettivo possibile. Marini è arrivato a fine mandato, ma del prg nuovo, nessuna traccia. Così ieri ci ha pensato Giancarlo Gabbianelli (Pdl) a raccontare senza peli sulla lingua il suo punto di vista su una vicenda infinita.

A sollecitarlo a intervenire è stato il vice capogruppo Pd Alvaro Ricci e Gabbianelli non se lo è lasciato ripetere. Come avvenne più di tre anni fa, con l’allora assessore all’Urbanistica Marcello Meroi per discutere di programmazione urbanistica, ha lasciato la presidenza per sedersi non in un posto qualsiasi, ma in quello che occupava da consigliere quando sedeva in consiglio tra i banchi dell’opposizione. Quando si dice la suggestione dei simboli.

Da qui ha iniziato il suo duro intervento. “Sono stati otto anni buttati al vento – tuona Gabbianelli – quattro dei miei quando ero sindaco e poi gli ultimi quattro. Quando c’ero io, perché mi è stato impedito di farlo e oggi perché non sono stati capaci di fare nulla”. Amen.

Ricci lo ha portato su terreni impervi, come la lottizzazione Acquabianca. Operazione sbagliata per l’esponente democratico, al contrario, rivendicata da Gabbianelli. Ma ce n’è stato pure per l’aeroporto.

“Qualcuno dovrebbe spiegare – osserva il presidente del consiglio – come mai uno scalo che dista due chilometri dalla città prevede in progetto una strada lunga invece otto chilometri”. Forse per impiegare più tempo ad arrivare al nulla.

Guancini (Pd) ha ricostruito fedelmente la storia del prg a Viterbo, i fallimenti che ci sono stati, seppure la maggioranza abbia provato a rivendicare alcune realizzazioni.

L’obiettivo ormai è stabilire punti fermi per i prossimi cinque anni. Sperando che siano quelli buoni.

“Il piano regolatore – osserva Ricci – non può essere un semplice elenco di dove si costruisce e dove si possono realizzare parchi. Serve un serio coinvolgimento della città. Il pubblico definisce gli obiettivi: città termale, universitaria, turistica, congressuale, indirizza lo sviluppo. Poi ci sono i privati che sviluppano i progetti, con l’amministrazione che stabilisce quali siano le opera pubbliche utili alla città da chiedere”.

Alla fine è stato approvato un documento unitario, mentre a inizio seduta è passata la proposta d’acquisto per il terreno del canile comunale.

Circa un ettaro e mezzo ancora di proprietà dell’Enpa, in pratica metà della struttura attuale, per un costo di quarantamila euro, con la gestione che comunque resterà all’associazione che fino a oggi si è presa cura degli animali.

Giuseppe Ferlicca


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14 dicembre, 2012

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