Viterbo – Ancora un giorno di zona arancione. Dopodiché, da domani tornerà il sistema “Italia a colori”, divisa in zone gialle, arancioni e rosse a seconda del rischio contagio.
Secondo l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza nessuno, dall’11 gennaio, sarà in zona rossa.
Saranno, invece, arancioni Sicilia, Calabria, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna. Nessuna regione rossa, ma è attualmente in discussione il nuovo dpcm, che potrebbe rendere ancora più facile l’ingresso nella fascia di maggior rischio contagio, prevedendo la zona rossa automatica al raggiungimento dei 250 contagi settimanali su 100mila abitanti.
Al di là di tutto questo, però, il 9 e il 10 gennaio sono ancora giorni di zona arancione nazionale. Vuol dire che gli spostamenti all’interno del proprio comune sono liberi tra le 5 e le 22.
Chi esce non dovrà portare con se l’autocertificazione, se resta nel perimetro del proprio paese/città. Si può dunque andare a trovare liberamente parenti e amici o anche andare a fare shopping (ma restando nel proprio comune) perché i negozi sono aperti. Bar e ristoranti, invece, restano chiusi al pubblico. Sono però consentiti asporto e consegna a domicilio.
Uscire dal proprio comune è consentito quando conta al massimo cinquemila abitanti: ci si può spostare in un raggio massimo di trenta chilometri, ma non si può andare nei capoluoghi di provincia.
Quello che non si può fare è andare in un altro comune o in un’altra regione, a meno che questo non sia motivato da lavoro, salute, necessità, ritorno nella casa dove si vive per la maggior parte dell’anno, nella propria residenza o domicilio (in tutti questi casi serve l’autocertificazione).
Si può dunque, ad esempio, raggiungere il proprio fidanzato/a, se ci si trova in un’altra regione, ma si vive altrove stabilmente con lui/lei per la maggior parte dell’anno.
Ecco alcune eccezioni al divieto di spostamento tra comuni: assistere persone non autosufficienti o accudire animali; fare visita ai figli minorenni se si è separati o divorziati dall’altro genitore con cui i figli vivono; accompagnare i bambini dai nonni e riandarli a prendere; fare la spesa in un paese vicino se il proprio non ha supermercati o l’offerta economica non è conveniente; andare in chiesa o in altri luoghi di culto se nel proprio paese non ce ne sono; partecipare a funerali di parenti stretti.
In tutti questi casi serve sempre l’autocertificazione e bisogna indicare che ci si sposta per motivi di necessità.
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