(s.m.) – Un bar, un panificio, un’agenzia di viaggi e un negozio di telefonia. Tutti svaligiati nella prima decade di novembre, tra via Cairoli e Pianoscarano, a Viterbo (fotocronaca * video).
Furti presumibilmente messi a segno da due viterbesi di 43 e 44 anni, G. Foddis, di origini sarde, e L. Narducci. La squadra mobile li ha arrestati il 12 dicembre, dopo un’intensa indagine partita dal furto di un cellulare.
Rubato tre mesi fa, fu rivenduto a un negozio di telefonia viterbese cui i ladri hanno fatto visita a novembre.
Parallelamente alla denuncia del furto del telefono, arrivano in questura quelle dei colpi negli esercizi commerciali. La polizia setaccia i filmati delle telecamere di videosorveglianza e si accorge di due soggetti con dei giubbetti scuri, a bordo di una moto. Ne individuano parzialmente la targa. Intanto, tracciano il cellulare rubato e risalgono alla sim. L’incrocio dei dati porta ai due viterbesi.
Disoccupati e con precedenti, per il capo della mobile Fabio Zampaglione hanno “un’indole criminale spiccata”. “Pochi giorni prima dell’arresto – spiega – furono fermati a Roma, a bordo di un’auto rubata, con all’interno strumenti musicali, provento di un furto in un locale viterbese”. Ci hanno messo cinque giorni per trovarli. Poi è scattato il decreto di perquisizione e il fermo, convalidato dal gip di Viterbo Salvatore Fanti per furto.
Nella disponibilità degli arrestati, gli agenti hanno trovato arnesi da scasso, una decina di cellulari e i passaporti di due ignari clienti dell’agenzia di viaggi svaligiata. Oltre ai due arrestati, sono scattate tre denunce a piede libero per furto e ricettazione.
Almeno quattro i colpi messi a segno. Ma il numero potrebbe aumentare. Le indagini della sezione reati contro il patrimonio, coordinata dal sostituto commissario Marco Buttinelli, continuano proprio per questo. Per accertare quanto è vasta la rete di esercizi commerciali saccheggiati e per capire se gli episodi possano essere in qualche modo collegati ai recenti colpi in varie palestre di Viterbo.
“Siamo soddisfatti dell’esito dell’indagine – continua Zampaglione -. Reati di questo tipo sembrano meno gravi, ma colpiscono i cittadini nel profondo e non è mai semplice risalire ai responsabili. La nostra attenzione per cercare di arginare il fenomeno resta alta”.
Dopo l’interrogatorio di garanzia di stamattina, i due restano in carcere.
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