Roma – “Se non ci sono i numeri il governo va a casa”.
Il presidente del consiglio Giuseppe Conte replica in aula ai discorsi tenuti dai senatori prima del voto di fiducia.
“La curva del calo demografico è molto preoccupante, un problema serissimo. Serve un intervento serio con interventi economici strutturato – ha spiegato il presidente del Consiglio rispondendo ai senatori a Palazzo Madama -. Se non interveniamo adesso in tempo, rischiamo di compromettere il futuro dei nostri figli. Occorrono investimenti economici strutturati, dobbiamo investire sul futuro e non possiamo farlo creando una crisi di governo o cercando di far cadere un governo”.
“Il tema della scuola sta a cuore a tutti, dobbiamo lavorare perché resti centrale nell’agenda non del governo ma del paese – ha aggiunto il premier -. Abbiamo realizzato 40mila aule in più merito di una grandissima sinergia con sindaci, presidenti delle regioni, autorità territoriali. Abbiamo mobilitato 10 miliardi in più sulla scuola, archiviando la stagione dei tagli che avevamo ereditato. Un intero capitolo del Recovery è dedicato all’istruzione. La curva epidemiologica non accenna a migliorare. Ci preoccupa ma continueremo a fare di tutto, l’obiettivo è la didattica in presenza”.
Giuseppe Conte
Conte ha poi ricordato, nell’anniversario della sua nascita Paolo Borsellino, il magistrato siciliano ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992.
“Renzi ha ricostruito le ragioni del discutere la fiducia oggi. A me però non sembra che quando abbiamo trattato dei temi concreti non si sia trovata una soluzione – ha detto il presidente del consiglio -. Il Recovery plan non è stato elaborato in qualche oscura cantina di Palazzo Chigi ma in incontri bilaterali con tutti i ministri, anche quelli di Italia Viva. La bozza, che avete voluto distruggere anche mediaticamente, era frutto di un primo confronto a livello bilaterale con i ministri. Occorreva un confronto, un momento collegiale, perché restava il problema di scelte strategiche, tirare fuori la politica, dare una visione. Ma il confronto collegiale si può fare anche con toni tranquilli e leale collaborazione. Quando si sceglie la via del dialogo, e voi lo sapete, non avete mai trovato porte chiuse”.
“Certo c’è un problema di numeri: se non ci sono il governo va a casa, non va avanti – ha concluso Giuseppe Conte -. È un patto di fine legislatura, ci sono tutti i margini per offrire un rendiconto ai cittadini su ciò che stiamo facendo”.
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