– Non si candida alle primarie Pd per il parlamento, ma invita Giuseppe Fioroni a farlo e dà per certo che a Viterbo si terranno quelle per la scelta del candidato sindaco.
Ugo Sposetti svela il quinto segreto del Partito democratico: non sarà della gara il 29 e 30 dicembre. “Ho comunicato in maniera formale a chi di dovere – spiega Sposetti – che non sarò presente alle primarie a Viterbo. Nel 2006 del resto io sono tornato in parlamento per il mio ruolo di tesoriere Ds. Fassino ritenne opportuna la mia presenza, poi confermata nel 2008”.
Sposetti per questo non si sente in quota Viterbo. “Ho già deciso da tempo, non voglio ostacolare la libera dialettica nel Pd viterbese e la crescita di uomini e donne che aspirano legittimamente a ricoprire un ruolo che sia espressione di un radicamento anche più forte del mio sul territorio, per via del lavoro che svolgo”.
Questo potrebbe non essere un addio al parlamento per Sposetti. Come Fassino lo volle nel 2006, oggi Bersani glielo potrebbe chiedere e metterlo in lista, senza passare dalle primarie.
“Io non ho più preso parte a primarie dal 2007 – continua Sposetti – non faccio parte di organismi di partito o direzione. Bisogna prendere atto che le fasi si concludono, capisco quando è ora di pensare ad altro”. Tuttavia: “Se Bersani dovesse decidere diversamente, lo vedremo. Ma non credo d’essere in cima ai pensieri del segretario, ha altro a cui pensare. Non lo darei per scontato e io non lo sollecito”.
Invece chi dovrebbe partecipare alle primarie, per Sposetti è Giuseppe Fioroni. “Mi auguro che si candidi – spiega l’esponente Pd – ed è corretto che lo faccia a Viterbo e non altrove. Rafforza un messaggio unitario del partito”.
Domani Sposetti è certo, poi, che la direzione comunale del Partito democratico stabilisca la data per le primarie anche a Viterbo, appuntamento finora dato per incerto.
“Io non auspico che si svolgano – precisa Sposetti – ma do per certo che ci saranno e che sia fissata una data. Si devono fare”.
Dentro il Partito democratico in molti vorrebbero l’appuntamento anche per scegliere i candidati in regione, gli stessi giorni di quelle per il parlamento.
“Anche queste, vanno fatte – è il pensiero di Sposetti – il problema è che il segretario regionale chiede solo una rosa di nomi dai segretari di circoli. Penso che invece si debbano chiamare gli elettori a esprimersi, con due schede anziché una. Non decido io, ma la vedo così.
Del resto la mia proposta di legge, presentata due anni fa e che fu male interpretata, va in questo senso. Ho detto che per ogni carica elettiva oltre i quindicimila abitanti occorrevano le consultazioni. Mi è dispiaciuto che all’articolo 49 della Costituzione non sia stata data attuazione.
Con il riconoscimento dei partiti oggi sarebbe venuto meno il problema delle firme da raccogliere per poter partecipare alle elezioni. E stiamo vedendo in queste ore le difficoltà che incontra chi non ha rappresentanti a camera e senato per presentarsi”.
Primarie rimane la parola magica: “Quelle del 25 novembre sono state un successo per chi le ha volute, a cominciare da Bersani, che sarà un ottimo presidente del consiglio”.
Però Giuseppe Fioroni fa presente come nel caso in cui Monti dovesse scendere in campo, moderati e riformisti dovrebbero mettersi al suo fianco. “Fioroni pensi a candidarsi alle primarie”. Partecipa alle primarie che ti passa.
Giuseppe Ferlicca
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