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Salute - Vittima di aneurisma un 69enne - Condannata la Asl di Viterbo

Muore per una ecografia mancata, oltre un milione di euro all’ex moglie e ai figli

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Viterbo - Asl

Viterbo – Asl

Viterbo – (sil.co.) – Asl condannata dal giudice Federico Bonato del tribunale di Viterbo a risarcire un milione e centomila euro alla moglie separata e ai cinque figli di un 69enne morto il giorno dopo il ricovero a Belcolle perché non gli è stato riconosciuto un aneurisma addominale che sarebbe stato operabile.

Un risarcimento pari a centomila euro, in particolare, è stato riconosciuto dal tribunale alla ex moglie, non potendosi escludere una riconciliazione della coppia.

Il resto va invece ai cinque figli, uno dei quali ancora convivente.

La sentenza è del 20 gennaio scorso, i familiari sono stati assistiti dall’avvocato Angelo Di Silvio.

La vittima, priva di assistenza da sette ore, è stata trovata morta “senza alcun monitoraggio e in solitudine” nel suo letto verso le 5,30 del mattino del 23 gennaio 2016 presso il presidio ospedaliero della provincia dove il paziente era stato trasferito il pomeriggio precedente da Belcolle, al cui pronto soccorso era giunto nella stessa giornata, senza approfondire i soli esami di primo livello effettuati al pronto soccorso.

Il 69enne è stato dimesso poco dopo le 18 del 22 gennaio di cinque anni fa da Belcolle con una diagnosi di “insufficienza respiratoria e disidratazione” e ricoverato presso un altro presidio sanitario della Tuscia: “Non idoneo al trattamento del caso di specie – si legge nella sentenza – in quanto assente il reparto di rianimazione e pneumologia e comunque non idoneo a fronteggiare le emergenze chirurgiche e cardiologiche”.

Nonostante una sintomatologia dolorosa di sospetta origine cardio-vascolare, il personale, pur sollecitando a farsene di nuovo carico il presidio provinciale di Belcolle, si sarebbe nel frattempo limitato a somministrargli farmaci come Lasix, Buscopan e similari, “utili nel trattamento delle manifestazioni dolorose del tratto gastro-enterico e genito-urinario, senza alcun altro accertamento diagnostico”.

Causa della morte, secondo il personale medico del presidio periferico, “insufficienza respiratoria”, fino a quando l’autopsia, eseguita su richiesta dei familiari, non ha stabilito che a provocare la morte del 69enne era stato uno “shock emorragico da rottura di aneurisma aortico addominale” e che “una tempestiva diagnosi con una ecografia addominale al momento dell’ingresso al pronto soccorso di Belcolle avrebbe consentito di intervenire chirurgicamente in fase di emergenza e salvare la vita al 69enne”.

Secondo il consulente tecnico nominato d’ufficio dal tribunale di Viterbo: ” È ravvisabile una condotta imperita e soprattutto gravemente negligente, che si è manifestata con l’omissione di approfondimenti diagnostici strumentali fondamentali per una corretta diagnosi e di visite di consulenza specialistica soprattutto da parte dei sanitari del pronto soccorso di Belcolle”.

E ancora: “Una tempestiva diagnosi e un intervento immediato effettuato in urgenza/emergenza avrebbe potuto con elevata possibilità salvare la vita o comunque accrescere notevolmente la possibilità di sopravvivenza”.


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1 febbraio, 2021

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