Civita Castellana – Torna a respirare il distretto ceramico di Civita Castellana. Secondo i dati del Monitor dei poli tecnologici del Lazio realizzato dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, nel terzo trimestre del 2020 l’export del settore della ceramica civitonica ha fatto registrare un saldo di +4,9%. Un risultato che il presidente di Federlazio Viterbo, Gianni Calisti, commenta con orgoglio: “Siamo una punta di diamante dell’industria regionale”.
Il distretto tecnologico della ceramica, pur rimanendo in bilancio negativo dell’11% su scala annuale, è uno dei pochissimi ad aver dato dare segnali di ripresa nel Lazio nel periodo luglio-settembre. L’unico altro settore in crescita è quello ortofrutticolo dell’Agro pontino, che però ha avuto il vantaggio di non essere stato colpito dalle chiusure imposte nei mesi di lockdown.
Calisti, come spiega questa ripresa così pronta del distretto ceramico di Civita Castellana?
“Siamo una punta di diamante dell’economia del Lazio e questo lo dobbiamo ai grossi investimenti che abbiamo fatto sui nostri prodotti in termini di design, qualità dei materiali ed efficienza. Un lavoro iniziato 20 anni fa, grazie alla lungimiranza di alcuni imprenditori, che oggi ci permette di essere competitivi a livello internazionale nel nostro settore”.
Ora, però, c’è da attendere i dati sul quarto trimestre, cioè quello del secondo lockdown. Teme che sarà certificato un nuovo calo dell’export?
“No, secondo me anche il quarto trimestre darà un segno positivo, o quantomeno di stabilità. Ora è tutto nelle mani del governo, perché noi abbiamo assoluto bisogno di stabilità. Destra, sinistra o centro che sia, ci serve un governo stabile e che fornisca regole chiare, perché in questo momento si vive nell’incertezza più assoluta. La pandemia ha fatto emergere tutte le contraddizioni del nostro Paese”.
Quindi il 2021, secondo lei, ripartirà con un bilancio all’incirca di -11% sull’export. Che conseguenze a lungo termine avrà questo dato?
“Riuscire a fermarsi a -11%, in confronto ad altri settori che hanno perso anche il 40%, tutto sommato ci fa dire che abbiamo tenuto botta, anche se ovviamente non c’è niente da festeggiare. Ora bisogna vedere come andrà la campagna vaccinale e che tempistiche avremo prima di poter tornare alla piena normalità. E poi, come ho detto prima, servirà che il governo garantisca stabilità”.
Un’altra buona notizia per il settore ceramico è il bonus idrico per il rinnovo dei sanitari nelle case. Che impatto avrà questa misura del governo sulla vostra economia?
“A livello di bilancio in senso stretto delle imprese, non sarà un intervento risolutivo. Sicuramente ci dà una mano, ma quello che è più importante è che, con questo bonus, passa un messaggio cruciale per il futuro. Se è vero che l’acqua diventerà l’oro del futuro, allora è vero che a Civita Castellana, dove da anni studiamo prodotti che garantiscano il risparmio idrico, stiamo muovendo la produzione nella direzione giusta. Se gli sforzi che facciamo sono utili anche per l’ambiente, noi imprenditori non possiamo che essere contenti”.
Quanto tempo passa dall’idea di un sanitario che garantisca certi standard alla sua messa in produzione?
“Dall’idea di un prodotto innovativo all’uscita del materiale definitivo dal forno ci vuole all’incirca un anno e mezzo. Dietro a un’innovazione c’è un lavoro di studio progettuale e sperimentale enorme. Però, una volta che il processo è concluso, si è padroni di conoscenze nuove che elevano la produzione a un livello superiore”.
Alessandro Castellani
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