Tarquinia – (a.c.) – Benzopirene oltre il limite degli standard di qualità ambientale alla foce del Marta, a Tarquinia. Lo rileva l’Arpa Lazio, che nei risultati del monitoraggio dei corsi d’acqua aggiornati al 2019 bolla come “non buono” lo stato chimico del fiume nella stazione di campionamento codice 5.14, situata in prossimità della foce.
Quella tarquiniese è l’unica delle 22 postazioni di monitoraggio dei fiumi in provincia di Viterbo a sforare gli standard normativi. Un dato che comunque certifica un peggioramento rispetto al 2018, quando tutte le stazioni avevano rispettato i parametri.
In tutto il Lazio, sono invece 14 le stazioni dove il quadro chimico nel 2019 è giudicato “non buono” dall’Arpa per superamento dei limiti da parte di almeno una sostanza: oltre a quella sulla foce del Marta, 6 si trovano in provincia di Roma, 6 in provincia di Latina e una in provincia di Frosinone. Nel 2018 erano complessivamente 10.
Il benzopirene fa parte degli Ipa – Idrocarburi policiclici aromatici. Il ministero della Salute spiega che queste sostanze “derivano dalla combustione incompleta di materiale organico e dall’uso di olio combustibile, gas, carbo-ne e legno nella produzione di energia. La fonte più importante di origine antropica è rappresentata dalle emissioni veicolari, seguita dagli impianti termici, dalle centrali termoelettriche e dagli inceneritori”.
Sempre il ministero della Salute fa sapere che il benzopirene è stato classificato dallo Iarc, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, come “possibile cancerogeno”.
Tuttavia, aggiunge il ministero, poiché “è stato evidenziato che la relazione tra il Benzo(a)pirene – Bap e gli altri Ipa, detto profilo Ipa, è relativamente stabile nell’aria delle diverse città, la concentrazione di Bap viene utilizzata come indice del potenziale cancerogeno degli Ipa totali”.
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