Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Da cittadino viterbese condivido le considerazioni e le note di attenzione rivolte verso il prezioso bene, per la nostra Viterbo, delle antiche e artistiche fontane. Un grande poeta del passato, Pindaro, nei suoi versi affermava: “La cosa più bella del mondo è l’acqua”. Tutti sanno che essa è fonte di vita per gli esseri viventi, quindi per tutta l’umanità dovrebbe essere presa in assoluta considerazione.
Noi cittadini della Tuscia abbiamo la fortuna di vivere in un magnifico territorio, ricco di acque di vario tipo: salata, dolce, minerale fredda, termale calda eccetera. Il popolo etrusco ne era già consapevole, come pure i romani e poi anche i nostri antenati abitanti della città.
Parliamo oggi delle fontane che la lungimirante intelligenza dei vari personaggi della comunità di Viterbo hanno fatto costruire nelle piazze fin dal 12esimo secolo.
Molte sono le città della nostra amata e bella Italia che possono vantare la presenza di storiche fontane. Cito ad esempio L’Aquila, Siena, Perugia, Bologna, ovviamente Roma e tantissime altre. Noi però possiamo vantare la peculiarità, unica ed esclusiva, della costruzione artistica realizzata con la pietra nostra territoriale di origine vulcanica e di colore grigio: la trachite ” peperino”. Non solo, ma anche la cosiddetta forma costruttiva “a fuso”.
Sono oltre otto secoli che queste belle realtà cittadine accompagnano anche col dolce mormorio del flusso d’acqua le nostre giornate quotidiane. Molti sanno che la nostra Viterbo viene definita anche città delle belle donne e belle fontane. La storia ci ricorda anche avvenimenti di protesta dei viterbesi, nei confronti di ospiti cittadini stranieri che non rispettavano la pulizia delle foro fontane, appunto fonte di vita: mi riferisco ai signori francesi della città di Avignone.
Tanto ancora ci sarebbe da dire. Ora però mi appello alle capacità e alle intelligenze di chi a livello istituzionale ci rappresenta: regione Lazio (vedi l’interesse per la struttura anch’essa di peperino), la loggia dei Papi, il comune e l’ente provincia.
A proposito dell’appellativo citato: le belle donne derivano dalla genetica dei genitori, le belle fontane dalla consapevolezza dell’importanza del loro valore da parte dei cittadini e dal combattere l’ignoranza di persone irrispettose verso il bello e la storia.
Renato Petroselli
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